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Amantea - settembre 2007 a pesca con i Rizzilli (tramaglio)
Le norme vigenti condizioneranno notevolmente il futuro di questa pesca; i tanti vincoli non consentiranno ai pescatori di organizzarsi in modo produttivo. Queste foto di settembre 2007 mostrano le modalità di tale pesca.
La pesca più diffusa nella marineria di Amantea negli ultimi decenni. Viene praticata sotto costa a non più di mezzo miglio dalla spiaggia, quasi sempre entro i 30 metri (20 passi) di profondità.
La rete, a forma di muro alto circa 1,5 metri, viene calata sul fondo del mare, nelle zone esclusivamente sabbiose, per una lunghezza da 1 a 2 km. la parte bassa si adagia sul fondo per effetto di una cordella piombata o di tanti piccoli piombi distribuiti sulla cordella (cuordiciu).
Il pescato, di piccola taglia, annovera le migliori qualità di pesce: orata, marmora, sarago, seppia, triglia, sogliola, tracina, ecc. Le reti si calano nel tardo pomeriggio terminando al tramonto e si recuperano nella mattinata che segue concludendo all'alba.
La pesca si basa sul movimento notturno dei pesci che dal largo si spostano verso la riva in cerca di cibo.
I pesci che impigliano nello spostamento serale (i prima sira) dal largo verso la riva rischiano di essere aggrediti e divorati dai granchi; per evitare ciò, nei periodi molto pescosi, di recuperano le reti in nottata e si ricalano in postazioni adiacenti per la pesca del mattino quando i pesci ritornano verso il largo.
La vendita del pesce in forma diretta, oggi vessata dalle norme come se fosse spaccio di droga, fino a qualche anno fa veniva affidata alle mogli dei pescatori; parte del pescato veniva venduto sulla spiaggia e il rimanente nelle vie del paese. Se la quantità era modesta si passava prima dai clienti abituali (frichisi), il resto si vendeva ai clienti occasionali lungo le vie del paese.
Antonio Cima

Operazione della sera: calare le reti
le reti sono raccolti in mucchi (munzielli) contenuti in sacchi di juta. In relazione al tipo di rete (con maglia larga=sicciara o com maglia steretta =trigliara) un mucchio ne conteniene generalmente da 70 a 100 metri
foto sotto attrezzo per scandaglio (scanaglju): seeve a misurare la profondità espressi in passi(1 passo=1,50 metri); a lato vediamo i galleggianti (gialli) per le estremità e una piatra metallica che serve ad ancorare le estremità delle reti sul fondo; in passato si usavano le pietre (staccia) si come scandaglio che per l'ancoraggio.
si dipana l'inizio della rete..
si inizia affondando il ferro, liberando il galleggiante, e si avviano le operazioni di caltura delle reti
si procede per per tutta la lunghessa delle reti legando i vari munzielli
al cessare dele reti si fizza il ferro d'ancoraggio..
lo si affonda..
e si conclude liberando l'altro galleggiante
passando, gli altri pescatori, capiscono che tra i due galleggianti si trovano le reti.
si pulisce dai residui di fango ed erbe caduti dalle reti
ci si pulisce le mani
si conclude con questo regalo della natura: il sole è adagiato sull'orizzonte (allu pilicu)
nel rientro s'incrocia un romantico piscaturu i canna..
...però
(si vò 'mparari u figliù povariellu
o piscaturu i canna o acchjappa cielli)
a quest'ora l'acqua è argentea
si porta la barca in secca..e a domani all'alba
Operazione de mattino: recuperare le reti
   
in genere si va all'aurora (prim'arba) quando i pesci si allontanano dalla riva verso il largo; cominciamo in anticipo per finire prima a causa impegni di lavoro.
Ciò comporterà una pesca più contenuta.
arriviamo sul posto e ci si porta al galleggiante a remi
si recupera il galleggiante
si recupera il peso di ancoraggio delle reti
iniziamo il recupero delle reti lavando le tende (tenni) sporche del fango residuo della battuta di pesca precedente
gradualmente vendogo ricomposti i mucchi (munzielli) ognugo dei quali suddiviso in più spezzoni (posti)
il pescxato: una piccola sogliola ('mpacchjarella); due modi per proteggersi dall'acqua; ci si avvolge il corpo dai fianchi in giù con un telo di plastica (a tenna) oppure con strumenti più moderni con indumenti impermeabilizzati.
una piccola seppia (siccia settembrina); nel periodo estivo sono ancora giovani e di piccola taglia; crescono velocemente; nel mese di febbraio si pescano le seppie di dimensioni adulte a pochi metri dal bagnasciuga perchè vengono a riprodursi
una canocchia (cicala)
un gambero (gammiru)
una marmora ('mmurmuru)
un polipo (pruppu)
Torpedine (arcisa - da la scossa elettrica)
Torpedine con coda acumina e velenosa
torpedine rivida (picarelluzza petrusa)
una medusa rossa (vruomu)
arriva il peso legato all'estremità..termina la pesca
si raccoglia la cordella e il galleggiante
si assestano i mucchi di reti (munzielli) alle paratie
e si rientra al punto di partenza
si fa fuoruscire l'acqua imbarcata nelle operazioni di pesca togliendo il tappo di prua (u lieggiu)...
e i due tappi di poppa
ecco il pescato che dovrebbe essere diviso in tante parti quanti sono i pescatori, ma per questa volta ne ho beneficiato in gran parte personalmente
rientriamo in anticipo a casa mentre albeggia, passando dal bar a prendere il primo caffè della giornata