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il Carnevale 2011 di Castrovillari

Vivendo una giornata nel carnevale di Castrovillari, guardando attentamente il contesto e tutti gli elementi che caratterizzano un carnevale, capisci perchè è considerato il migliore della Calabria: l'organizzazione.
T'accorgi che nulla è affidato al caso o alla buona sorte: ogni cosa al giusto posto, il servizio d'ordine consistente ed efficiente, il percorso completamente e ordinatamente transennato. In tale contesto viene esaltata ogni coreografia, ogni gruppo in maschera, ogni dimensione e articolazione di carro. La gente osserva comodamente lo scorrere di carri e maschere che si muovono con agio lungo le strade completamente sgombre.
Osservi, chiedi e apprendi che i maggiori gruppi in maschera provengono da altri luoghi d'Italia o dall'estero. Noti dei contenuti e composti carri che fanno parte di una accorta programmazione.
Fai mente locale alla visibilità che l'organizzazione assicura all'evento con convegni, promozione, passaggi nelle tv regionali.
E se tutto ciò metabolizzi ti convinci che il successo di cui gode il carnevale di Castrovillari è meritato.
Quando ritieni di aver visto abbastanza lasci la sfilata, t'incammini verso l'auto e riprendi la strada di casa.
Percorri la provinciale che ti porta all'ingresso A3 di Frascineto lasciando scorrere in alto sulla sinistra le imponenti strutture del cementificio e del carcere.
Mentre giri sulla rotatoria che imbocca l'autostrada, lo sguardo scende giù verso Castrovillari e, pur non vedendola, occhi e mente ritornano sulla sfilata...no..non di Castrovillari...di Amantea.
E improvvisamente ti viene spontanea e liberatoria una esclamazione scurrile che ti apre l'orizzonte: ma..cazzo..cosa manca al carnevale di Amantea  per essere valutato al pari di quello di Castrovillari?

 

 

 

Il percorso non è da meno; la bellezza del luogo nemmeno; per i gruppi in maschera dobbiamo crescere; per i carri possiamo consigliare; l'affluenza è sempre strabocchevole: allora cosa c'è che non va?  
Alzi il livello di riflessione e deduci: ci sono grandi cose a Castrovillari che fanno la differenza, ma molte arrivano da fuori. Tante cose ad Amantea e tutte fatte in casa, con passione, amore, dedizione di ragazzi, mamme, insegnanti.
E vai avanti nella riflessione: a Castrovillari pulizia, servizio d'ordine, transenne, spazi adeguati, promozione, investimento comunale;
ad Amantea servizio...mmm, transenne mmm, promozione..mmm, investimenti...lasciamo stare.
E improvvisamente, come per incanto, o forse come un allocco, ti trovi in mano l'uovo di Colombo:"vuoi vedere che c'entrano le Amministrazioni Comunali?".
A Castrovillari il Comune investe sul carnevale ritenendolo un evento determinante per la città.
Ad Amantea, da anni, tutto il peso realizzativo ricade sui gruppi di volontari che sostengono fatiche e costi; servizi approssimativi, senza un piano d'investimenti, senza un programma promozionale.
Deduci che qui sta la differenza.
Mentre il pensiero si aggroviglia sul carnevale scorre la segnaletica che indica l'uscita di Altomonte e la mente adegua il paesaggio e di quel  maestoso centro storico vedi senza guardare e tocchi senza palpare: le vie, la torre, il castello, la chiesa, e un altro confronto s'insinua nella testa.
Sfuggo alla tentazione del confronto inserendo un cd dei Pink Floyd prima maniera
Underground del '68 "A Saucerful of Secrets" che mi accompagna fino a Belmonte.
Sono finalmente a casa e, superata Acquicella, sempre istintivamente gli occhi puntano la rocca; guardo e vedo lo stato di conservazione della torre, del castello, della chiesa... ma...anche qui..lasciamo stare.    

Antonio Cima


 


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