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AMANTEA 16-06-2011 PRESENTAZIONE DEL LIBRO-INTERVISTA DI DON GIACOMO PANIZZA
“Qui ho conosciuto Purgatorio Inferno e Paradiso” con il coinvolgimento di Goffredo Fofi.

Ogni tanto capita d'indovinarle tutte: il tema, gli ospiti, i relatori, il luogo, la giornata. Quando ciò succede diventa una manifestazione da ricordare come questa interessante e colta iniziativa di Amantea voluta dal Circolo cittadino dell‘Auser, dal Comitato “Natale De Grazia” e dal sito web Amantea3.it con il patrocinio dell’Amministrazione comunale. Naturalmente il personaggio principe della giornata, Don Giacomo Panizza, era una garanzia, che non ha deluso l'attesa dei tanti convenuti nell'accogliente piazzetta Calavecchia.
Presentati con giusta misura da Saverio Giacco, salutati doverosamente dal Sindaco Tonnara che ha sottolineato il momento particolare di Amantea stimolando i cittadini ad una maggiore socialità, i relatori si sono avvicendati con dovizia di contenuti sull'argomento dell'incontro. In vari modi e da vari punti di vista sono stati evidenziati gli ambiti in cui Don Giacomo opera: il disagio personale e familiare dei suoi ospiti, le difficoltà ambientali, i complessi rapporti con le istituzioni civili e religiose. Ne è conseguita da parte di Alfonso Lorelli, Roberto De Luca e Domenico Cersosimo, una significativa analisi sociale della Calabria, degli ultimi decenni nei quali il religioso bresciano si è impegnato.   
L'intervento finale di Don Giacomo ha tenuto legati tutti i presenti alla sedia fino all'ultima parola. Ha raccontato la sua storia da quando era ragazzo operaio a Brescia, le lotte sindacali, il richiamo della fede, l'arrivo in Calabria nel 1976 e il difficile adeguamento ad una realtà così diversa. Tante battaglie per la rivendicazione dei diritti primari di diseredati che gradualmente hanno conquistato la dignità di cittadini.
Un bagno di folla finale ha avvolto lo straordinario uomo e coerente sacerdote che in questo pomeriggio-serata di metà giugno lascia sulle pietre della Calavecchia un mirabile esempio d'impegno sociale che pochi riescono ad esprimere, ma che tutti possono tentare.
Antonio Cima    vedi locandina