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AMANTEA 21-06-2011 UN GRUPPO DI AMANTEANI ACCOGLIE I MIGRANTI OSPITATI NEL TERRITORIO

Un evento che dovrebbe essere normale, ma che i tempi attuali fanno diventare storico
Andiamo per gradi.
Da oltre un mese, nell'ambito del programma nazionale di sostegno ai migranti che sbarcano sulle coste italiane, sono stati destinati ad Amantea un centinaio di cittadini africani. Sono in maggioranza uomini, pochissime donne e qualche bambino. Pare che il numero sia in aumento e si parla ormai di duecento persone.
La cosa iniziò esattamente nella notte tra domenica 15 e lunedì 16 maggio. Il fatto destò un pò di sorpresa per la scelta della notte successiva al primo giorno di voto amministrativo: il Sindaco uscente pare non ne sapesse niente.
Un evento di questa natura, estraneo alle nostre abitudini, preoccupò immediatamente parte della popolazione amanteana. Ma presto, vedendo girare per le strade cittadine questi ragazzi dall'aria dignitosa, dal portamento garbato, con lo sguardo incuriosito dal nuovo contesto, ci si è resi conto di avere di fronte persone per bene in stato di bisogno, la cui sola colpa è quella di essere un pò più scuri di noi calabresi e di essere nati in una terra dalle grandi risorse, tutte dominate e sfruttate dai grandi potentati planetari e da despoti locali.
Dopo un mese siamo abituati alla presenza di questi nostri amici confinanti: in chiesa, alle processioni, sul lungomare, nello struscio di via Margherita.
Alcune associazioni, in particolare l'Auser, d'accordo con i tutor-accompagnatori, si stanno organizzando per un sostegno finalizzato alla conoscenza della lingua italiana.
Ma il gesto di grande umanità e convinta fratellanza è avvenuto nella serata del 21 giugno nel rione Catocastro.
In Tale giorno, da anni ormai, per iniziativa di Felice Campora coadiuvato da alcuni amici, si svolge la serata di San Luigi. Non è una serata religiosa, ma una serata dello stare insieme con le cose che uniscono: musica del territorio, danze del territorio, cibo del territorio. Ognuno porta qualcosa e le gradinate del Collegio si animano di calabresità.
L'occasione per allargare i confini della Calabria con una contaminazione razziale e culturale è stata colta in pieno dagli organizzatori e da quegli amanteani che questa serata così l'hanno voluta e realizzata.
Aver personalmente vissuto questa serata come cellula di questo organismo, oltre che come occhio documentale,
mi ha ancor più convinto di quanto poco basterebbe per migliorarci.
La presenza dei nostri ospiti è destinata a durare tanti mesi ancora. Considerando che nessun elemento, stante le cose, può far classificare questi giovani un problema, perchè non proviamo a farli diventare una risorsa? 
Sono in prevalenza persone di media-alta istruzione, con adeguate capacità comunicative.
Abbiamo l'estate davanti e un ruolo potrebbero avere coinvolgendoli in forme di spettacoli, mostrando le loro specificità in fatto di musica e danza; potrebbero illustrare la loro cultura; potrebbero raccontare le avventure della migrazione. Questo sarebbe utile soprattutto ai giovani ospiti che diventerebbero parte attiva del contesto che li accoglie evitando momenti d'ozio che induce ai vizi. Tutto ciò ovviamente previa parere favorevole delle autorità competenti in materia. Comunque si concluderà l'esperienza nella nostra terra di nativi del luogo che ha dato origine alla civiltà umana, questa serata del 21 giugno 2011 resterà nella mente di quelli che l'hanno vissuta come un particolare momento di eroica normalità.
Antonio Cima                                                                                                            
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