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la straordinaria festa folk del 21 giugno 2011 con i Migranti raccontata da Felice Campora

Gentile Antonio Cima di Amantea3, hai scritto e fotografato bei ricordi sul 21 giugno - San Luigi – a Catocastro. Sono lieto che un website di così gran pregio sia tenuto da uno come te, di mente aperta e tranquilla; forse non sarebbe potuto accadere altrimenti, nel senso che se non si ha una mente tollerante e benvolente non si riesce ad amare che poco.

Integro ora alcune informazioni che serviranno ai weblettori per meglio comprendere il contesto in cui si è svolta quell’accoglienza. Abbiamo organizzato in tre: io, Salvatore Pulice e Davide Marano.
Io e le mie due sorelle abbiamo messo 150 euro (nostro padre si chiamava Luigi) che sono andati ai musicisti di Cosenza, Davide ha pagato piatti e bicchieri biodegradabili per 50 euro, Salvatore ha cucinato e fatto la la spesa per, credo, poco meno di 50 euro. Dino Colavolpe e Gigino Morelli hanno messo 20 euro e Fabio Bruni 10 euro per altri musicisti (Passarelli e Forestieri). Altri hanno portato cose importantissime: Minuzzo Simari Benigno e Franco Vetere hanno offerto il vino per oltre 40 litri (Minuzzo anche una cassetta di cetrioli), Luigi Bonavita ('i Cicchella) i pomodori, le cipolle e altro; Fabio Bruni un prezioso barattolo di alici “cunzate” da lui. Altri portavano cocomeri, meloncini, salsicce, soppressate, frittate, formaggio, torte, frutta, fichi e altro. Enzo Ruffolo ha offerto soldi ma non sono serviti.

L’accoglienza ai Neri è stato il messaggio forse più emozionante; d’altro ci sono stati i Suonatori Libertari Calabresi (di cui faccio parte insieme a Nando Brusco, Gerardo Vespucci, Francesco Passarelli e Oreste Forestieri). Onoratissimi di aver ospitato Francesco Mancuso (organetto, due fantastici cd con i Marasà e altre cose), Peppuccio Garofalo (tamburello, anche lui con i Marasà, i dischi sono Ad Aria e Sentèri) e Francesco Lesce al ballo tarantella. E’ venuto poi Salvatore Mongiardo a parlare del suo Mondo Nuovo ed ha portato il pane pitagorico a forma di bue (è ritornato a Soverato con una busta di pacchetti di fichi di Marano). I Neri sono ritornati a mani vuote! Ma, spero, col cuore pieno. Renato Ruffolo ha dato l’argilla e infornato 63 bicchieri. Giampiero Di Puglia ha condiviso vari momenti della preparazione invernale, della serata ed ha fatto molti bicchieri di argilla. Pedrito Bonavita ha sparso incenso, Gilberto Provenzano il Vigile è venuto con la divisa e la famiglia. Padre Francesco ha consentito che la chiesa rimanesse aperta fino a tardi per visite alla statua di San Luigi, che Franco Guido e Antonio u Calabbrisu hanno esposto sin dal giorno prima accanto all’altare. Roberto Perciavalle di Catocastro ha assistito ai tavoli e alla necessaria preparazione invernale.

Il Nero Africano che ha parlato per primo (nel video con Davide Marano) si chiama Hassane; l’altro, con il cappello blu, si chiama Larry e si è laureato a Lagos in Nigeria in ciò che in Italia equivale a Economia e Commercio. Ha suonato anche Giovanni Caruso di Lago con la chitarra battente, e anche Sunny, amico di Larry, ha cantato e suonato i tamburi africani portati da Nino Materno. E certamente ho dimenticato qualcosa.

Credo che la presenza di tutta questa musica delle tradizioni sia l’elemento più ricorrente della Festa di San Luigi, che si svolge proprio il giorno del Solstizio d’Estate, il più ricco di sole; negli anni, il 21 giugno a Catocastro è diventato come un folk festival sociale e, da quest’anno, internazionale, ed è in questa direzione che potremmo andare avanti.

Ti saluto, nella lietezza di aver letto le tue belle parole, gli scatti e il video.

Mi scuso per la lunghezza del testo (che comunque mi ha dato modo di citare coloro che hanno collaborato) e grazie dell’ospitalità.

Felice Campora