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COMUNICATO STAMPA AUSER – Circolo di Amantea

la Questione Migranti ospitati ad Amantea

 

Sono trascorsi tre mesi da quando, a seguito della sistemazione di immigrati provenienti dall’Africa e dall’Asia presso una struttura alberghiera cittadina, l’Associazione AUSER di Amantea aveva rivolto al Sindaco del Comune la richiesta di un intervento teso a rendere trasparente l’operazione e a superare eventuali stati di apprensione presso la popolazione locale.
Al Sindaco, nella sua funzione istituzionale di responsabile dell’Amministrazione comunale e di autorità sanitaria locale e protezione civile, venivano richiesti, pur nel rispetto dell’accoglienza e della solidarietà, adeguati interventi di responsabilità presso gli organismi regionali e nazionali che avevano assunto la decisione. Si reclamava, di conseguenza, l’attivazione di iniziative e relativi provvedimenti per garantire una concreta solidarietà, rassicurare i residenti in termini di sicurezza allontanando la naturale paura del diverso, rassicurare gli operatori circa la stagione turistica.

In quella circostanza questa Associazione AUSER chiedeva di far conoscere pubblicamente:

·        quali enti hanno deciso la localizzazione e in che misura ne hanno dato comunicazione alle autorità comunali (Sindaco, Carabinieri, Direttore sanitario);

·        quanti immigrati o nuclei familiari sono e quanti dovrebbero ancora essere ospitati;

·        la durata della permanenza degli immigrati nel nostro territorio;

·        se esiste un piano di accoglienza e cosa prevede;

·        se da parte dell’Amministrazione esiste un progetto per favorire l’integrazione di queste persone;

·        se risultano informati e/o coinvolti le associazioni di volontariato esistenti sul territorio;

·        quale sistema di sicurezza e di assistenza sanitaria si é pensato di mettere a punto per non determinare inutili allarmismi o tensioni sociali tra la gente;

·        se e quali iniziative vuole intraprendere l’Amministrazione comunale per contenere il numero degli immigrati in misura tale da gestire al meglio il fenomeno nella nostra comunità. 

In assenza di  risposte  o di interventi istituzionali, nel frattempo alcune Associazioni di volontariato e tra queste l’Auser, autonomamente promuovevano qualche iniziativa per alleviare il senso di abbandono e noia degli immigrati e per facilitare l’inserimento civile nella comunità al fine di evitare possibili tensioni con la cittadinanza. Sono così partiti i corsi di lingua italiana, svolti con abnegazione da Ilio De Luca, Fiorella Sdao e Giulio Vita volontari Auser, rivolti agli immigrati di lingua francese e inglese che hanno visto impegnati molti degli ospitati nella struttura alberghiera. Encomiabile l’impegno e la generosità  di Rocco Morelli (l’americano), che ad Amantea trascorre le sue vacanze di rientro dagli Stati Uniti, che ha dedicato parte del suo tempo ad allenare un gruppo di immigrati e organizzarli in squadra di calcio e atletica. C’è stata anche, da parte della città, una gara di solidarietà a donare indumenti, calzature e altri generi di beni per alleviare lo stato di bisogno degli immigrati. Gruppi di immigrati hanno partecipato a iniziative musicali, culturali, ludiche. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: nel complesso la gente ha accolto i rifugiati e, per quel che ci consta, senza alcun problema di ordine pubblico. 

Poi, d’un tratto, dopo tre mesi di silenzio dall’arrivo degli immigrati, ecco il botto delle dichiarazioni del Sindaco su un quotidiano locale.

Litigi, chiasso, rumori molesti? Non siamo a conoscenza di particolari problemi, eppure alcuni della nostra Associazione visitano quotidianamente la struttura dove albergano gli immigrati intrattenendosi con gli stessi e con gli operatori della protezione civile e i responsabili delle associazioni di volontariato incaricati dell’accoglienza.

Se il problema sono gli schiamazzi e qualche turbolenza forse sarebbe bene guardare anche nei nostri quartieri dove fino a notte fonda suoni, karaoke, volumi altissimi di casse acustiche invadono le nostre case. E dove mettiamo il frastuono pomeridiano dei mezzi di pubblicizzazione che allietano le orecchie e il riposo dei cittadini locali e dei turisti?

Anche noi, proprio come richiesto al Sindaco tre mesi fa, riteniamo che gli immigrati debbano essere trattati con dignità, da uomini, che vada loro garantito un trattamento decente sia dal punto di vista ricettivo che dell’alimentazione, che non debbano esistere problemi di sovraffollamento. Si tratta di verificare queste condizioni.

Siamo anche noi per una garanzia di sicurezza sia sanitaria che di ordine pubblico perciò le giuste, anche se tardive, preoccupazioni del Sindaco vanno sostenute, purché non si limitino a seminare preoccupazioni e inutili allarmismi nella popolazione locale.

Ognuno faccia la propria parte, nell’interesse dei cittadini ma anche nel rispetto del sentimento di accoglienza, come il modello Riace insegna: “un modello di accoglienza diffusa che costruisce processi di integrazione reciproca, che dialoga con le popolazioni e garantisce i diritti dei migranti”.

È necessario definire un progetto di accoglienza? Lo si faccia con gli organismi competenti e con le associazioni disponibili.

 

Il Presidente dell’Auser – Circolo di Amantea

(Roberto Aloe)

Amantea, 11/08/2011