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pervenuto da Franco Danese (dall'Argentina), pubblicato il 18-10-2011

Franco Danese ricorda quel giorno del bombardamento nel 1943
...mentre giocava sutt'i muri, l'aereo, il boato, i vetri, i morti, la fuga in montagna..

 

17/10/2011 17.26.09
Carissimo Antonio,
la tua nota sulle "case sciullate-bombardate" e' straordinaria........ Sei l'unico che sta facendo ricordare a tanti distratti amanteani (sia autorita' sia cittadini) che quel luogo e' "un simbolo storico" d'una guerra ingiusta..almeno per Amantea.
Nessuno ha messo in rilievo questo triste fenomeno ed il valore che possa avere per il popolo amanteano ed il paese. Se le autorita' con collaborazione dei cittadini avessero un poco di "buon cuore" ed un poco di buena volonta' dovrebbero far ricordare, o meglio tramandare, da nonno-padre e figlio ...cio' che rappresenta una guerra con tutto il flagello e il dolore che porta e lascia intorno.
Da molto tempo questo luogo dovrebbe essere considerato "sacro" con un degno monumento allusivo....con un recinto adeguato...e per tenere vivo il ricordo di quelle innocenti vittime amanteane dovrebbero officiare la santa messa, anche se sporadica, davanti al luogo ed in ogni anniversario realizzare una cerimonia ricordatoria popolare.
Ricordo quel giorno del bombardamento......io, mia sorella ed altri bambini giocavamo "allu frusciu" e di colpo un rumore assordante d'un aereo -a bassa quota- ed immediatamente un terribile boato.....e sopra di noi una pioggia di vetri, terre e pietre... ed un polverone impressionante ...
Alcuni feriti che andavano cercando aiuto....ed a pochi metri della mia casa) verso ("sutt'i muri")....una giovane donna morta in una mare di sangue...era l'accompagnante del matrimonio (pensionato)della maestra Policchio, anche loro feriti.
Mio zio, Raffaele Osso, assieme ad altri portava un giovane contadino che aveva perso un braccio (non ricordo il nome........se non mi sbaglio il cognome era Pati), che stava lavorando nella terra sottostante alle case bombardate.
Con la mamma e papa' ed altre famiglie, per portarci a salvo da altri possibili bombardamenti... abbiamo camminato tutta la notte per le colline circostanti ad Amantea, per arrivare nel pomeriggio del giorno seguente sulle montagne di Belmonte Calabro, dove la mia famiglia e' stata ospitata da alcuni parenti lontani di nome Brusco, restando por vari mesi.
Al ritorno a casa...Mamma mia ! che tragedia e sconforto... la casa senza porte e finestre e dentro non c'era piu' nulla.....solo desolazione e miseria...
E la paura quando si ritiravano verso il nord i tedeschi (gia' sconfitti)saccheggiavo tutto e per la fame nemmeno i gatti rispettavano; seguiva il passo delle truppe americane..che ci davano biscotti e cioccolatini ecc........
Quante cose potrei aggiungere...ci vorrebbe un libro intero.
Ritornando ai bombardamenti....il mio compare di battesimo Francesco Ruggiero -marinaio con barche proprie-- poi emigrato negli Stati Uniti d'America con la sua famigliola) ha perso quasi tutta la famiglia ed una figlia (Cenzinella) e' rimasta per piu' di dieci giorni sotto le macerie, da dove e' stata riscattata viva....anche con tante ferite ed un problema neurologico, che dopo vari anni potette riprendersi......anche se ridotta al 50% della sua normalita': un miracolo di Dio veramente.
Quelli che abbiamo vissuto quella disgraziata epoca.....potremmo dire qualcosa, di gia' senza la minima esagerazione, anche se attualmente in Amantea qualcuno, chissa', pensa di costruire qualche edificio in quel luogo privilegiato...perche' se ne fregano poco di quella guerra...delle vittime innocenti e della ferita aperta nel cuore di Amantea; e come dice un antico detto: "Tira a campa'"......i morti non parlano, non si ribellano e non apportano nulla alla politica amanteana".
Credo, e sono convinto, che quelle vittime innocenti che hanno pagato con la vita la "pazzia" di altri....non riposeranno in pace finche' non saranno onorati e ricordati come corrisponde ...perche' anche loro sono figli di Amantea che bisogna rispettare come tali.
Le conclusioni finale del mio dire a tutto il Popolo Amanteano ed alle Autorita' Competenti.

Un abbraccio fraterno a te, caro amico Antonio, ed a tutti i tuoi collaboratori del sito "Amantea3" ed una bacione ed un pensiero alla mia sempre amata "Mantiella".

FRANCO DANESE de Buenos Aires (17.10,11)