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17-10-2011 Aldo Massimiliano da Reggio Emilia comunica:
le persone citate da Franco Danese sul bombardamento delle case sciullate...
...era mio padre quel giovane mutilato dalla bomba ed era mio nonno il contadino che lavorava sutt'i muri

 

Caro amico Antonio,

lo sai che leggo quotidianamente quello che pubblichi sul sito e lo apprezzo molto, ed oggi in particolare ho letto con molta attenzione quello che ha scritto Franco Danese dall’Argentina.

Una lettera bella che dovrebbe servire da monito per tutti gli Amanteani che non ricordano.

Soprattutto per coloro che potendo, fanno poco o nulla (parlo di amministrazioni pubbliche) per far sì che la memoria non dimentichi.

Mi piacerebbe molto l’idea di dedicare un giorno alla memoria, almeno  una bella funzione religiosa a quei poveri morti, proprio nelle vicinanze delle case sciollate.

Volevo aggiungere in merito alla lettera, quel giovane contadino che lavorava la terra “sutt’i muri” che il Sig. Franco ricorda vagamente con il nome di Pati, in verità stà parlando di mio padre, Mario Massimiliano, che ha perso appunto il suo braccio sinistro in quella circostanza a 18 anni.

A quei tempi lo chiamavano tutti non per cognome, ma con il “soprannome” come la maggior parte delle famiglie allora portavano.

Infatti mio nonno, Davide Massimiliano non lo conosceva nessuno se veniva chiamato con il suo vero nome, ma se chiedevano di “ntonu Pati” soprannominato 'u re, per la sua altezza, tutti ti sapevano dire chi fosse.

Ha fatto sempre il contadino, e per 50 anni ha lavorato la terra dell’allora Colonnello Perciavalle; abitava  in quella casetta che domina Amantea dall’alto quella subito dopo il cimitero prima di Cannavina.

Con stima ed amicizia.

Aldo Massimiliano 17-10-2011