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Giornali: addio carta stampata, tra pochi anni solo il web
Antonio Cima 20-10-2011

 


Sarà, per tanti, malinconico fare a meno dell’intimo rapporto fisico che per tutta la vita ha costituito un appuntamento giornaliero e che in modo assolutamente personale veniva consumato senza rumore.
In ufficio, in tram, in pullman, nel treno, nel bagno, a letto, sotto l’ombrellone, in fila alla posta, al ticket sanitario.
Siamo alle battute finali; ancora un lustro (forse meno) e  dovremo aprire l’armadio del ripostiglio, dello scantinato e come un  album dei ricordi prendere una vecchia copia incartapecorita dell’Unità, di Repubblica, del Corriere ed accarezzarla come la capigliatura di un figlio in culla appena addormentato.
Si volta pagina, lo chiede la dinamica esistenziale della specie umana, si affrettino i lettori esclusivi della rotativa.
In realtà già da qualche anno le condizioni tecnologiche consentirebbero tale salto. Ciò non è avvenuto per vari motivi dei quali cito solo alcuni:
- il finanziamento pubblico – giusto, opportuno e determinante finora -  senza il quale sarebbe stato impossibile andare avanti;
- le tante copie omaggio (di alcune testate) che affluiscono in molte istituzioni, in particolare nelle scuole per finalità didattiche, ma in realtà per niente sfogliate;
- la moltitudine di ultra sessantenni –istruiti, colti, intellettuali- che hanno svolto un lavoro che li ha tenuti distanti dai moderni strumenti basati sull’informatica e che non usano internet;
- le vendite in “accoppiata” di tante testate per “aiutare” i numeri.
I primi due punti devono fare i conti con le asfittiche risorse pubbliche;
Nella fascia degli anziani confluiranno sempre più utenti internet.
La pubblicità e le vendite, da sole, non consentiranno la quadratura dei bilanci.
Ma altri elementi fanno considerare ormai “antiche” le tradizionali “nove colonne”: l’immediatezza dell’informazione e la necessità di basarsi in modo sempre crescente su video-foto-voci-suoni.
Pensiamo ai recenti fatti di Roma (black bloc) e a come sarebbe stato “ridicolo” (scusate) raccontarli solo con parole scritte e qualche foto sgranata. E’ impensabile dover aspettare il mercoledì mattina per leggere di fatti avvenuti nel tardo pomeriggio di lunedì.
In realtà i giornali, nazionali e territoriali, sono ormai strutturati per passare esclusivamente al web; tutti hanno i siti; qualcuno con accesso libero, qualcuno con accesso a pagamento, altri con versioni ridotte “differite” gratis. Grandi giornali planetari sono ormai esclusivamente in rete.
In Italia ha da poco avviato tale percorso Michele Santoro con “Servizio Pubblico” che, vedrete, sarà presto seguito da altri.
Il nuovo modo di fare informazione cambierà totalmente le organizzazioni, i ruoli, le gerarchie nel settore dell’editoria.
Le redazioni interne centralizzate saranno assottigliate, molto spazio sarà occupato da siti territoriali e tematici con i quali le grandi testate avvieranno una consistente collaborazione.
Gli indirizzi delle testate saranno maggiormente orientati dalle redazioni considerando che difficilmente potranno affermarsi grandi editori “padroni”.
La televisione fa già grande uso del web e quasi tutti i programmi d'informazione si appoggiano sulla rete.
I tradizionali corrispondenti di zona che attualmente coprono l’informazione dei territori, che spesso arrivano in ritardo e non poche volte attingono dai siti, dovranno rivedere la loro funzione: o si adegueranno a seguire intensamente e rapidamente il territorio o scompariranno.
Ci saranno sempre le grandi firme e gli eccellenti opinionisti per la politica, per economia-finanze, per la impegnata cultura, ma dovranno “imparare” le regole della comunicazione rapida e sintetica che impone il web.
Anche i siti locali d’informazione dovranno adeguarsi; dovranno produrre di più notizie sul territorio, narrando quanto basta e mostrando quanto serve; vi sarà meno tolleranza per il copia-incolla indiscriminato e senza regole che oggi imperversa.
Diventerà superfluo l’albo dei giornalisti perchè una vastissima platea di nuovi addetti ai lavori entrerà nel circuito. Aspetti non trascurabili riguarderanno l’occupazione che risentirà di tale svolta.
Ripercussioni negative avranno: l’industria cartiera, i trasporti, la produzione e la manutenzione strumentale.
Vantaggi considerevoli avranno: la vendita di computer (sia desktop che portatili) che saranno soppiantati (in parte lo sono già) da strumenti tascabili (smartphone, tablet, e altri che arriveranno).

Quanto sopra per i primi anni di totale copertura mediante web.
Per il futuro più lontano vi saranno sconvolgimenti che in questo momento non riusciamo ad immaginare.
Un dato positivo credo che si affermerà: sarà sempre più difficile per i “padroni delle ferriere” truccare la realtà.

Antonio Cima 20-10-2011