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IL MOMENTO STORICO DELLE CASE SCIULLATE  di FRANCESCO AMATO

1943: la morte arrivava dal cielo

Caro Antonio,

di recente, un mio caro amico mi ha chiesto di sapere se gli aerei che hanno bombardato le case sciullate erano aerei inglesi o americani: << visto che ti sei già occupato di questo argomento qualche anno fa, con un articolo pubblicato sul mensile Progetto Città, tu sai chi ha bombardato Amantea>>. Poiché, io, gli aerei in questione li ho visti in azione nel filmato originale (quello disponibile su  youtube è rimaneggiato e mescolato ad altre missioni aeree), permettimi di contribuire alla conoscenza di quei tristissimi avvenimenti.

Il vecchio articolo l’ho scritto intervistando delle persone che quei fatti li hanno vissuti da testimoni e tutto coincide esattamente con quanto raccontato dalla sig.ra Aprilino nel video del sig. Claudio Metallo.

Aggiungo solo che dalle testimonianze raccolte dal sottoscritto, la lista della lapide commemorativa, fatta oggetto recentemente da incredibili atti vandalici, non è completa perché manca il nome di Ferdinando Spirito. Aggiungo, inoltre, che il parroco della Chiesa Madre (Don Ninno Fuoco) rimase completamente cieco per le schegge e che nella zona di Campora un’intera famiglia Turco è stata cancellata assieme alla loro casa in un’altra giornata di bombardamenti. Nel 1943 ci furono, quindi, due bombardamenti nel territorio di Amantea.

In questo sito Il sig. Vetere ci ha ricordato la strage di Marzabotto. Furono trucidati 770 civili italiani dai militari tedeschi su ordine di Kesselring. Successivamente, il Tribunale Internazionale ha condannato a morte anche per quel crimine il feldmaresciallo Kesselring ed all’ergastolo il maggiore Reder  mentre il Tribunale Militare di La Spezia ha condannato all’ergastolo i dieci militari tedeschi materialmente responsabili dell’eccidio di Monte Sole. Per non dimenticare, ogni anno, le autorità civili danno vita ad una commemorazione ufficiale dell’eccidio con una cerimonia pubblica.

Al contrario, le stragi di civili italiani dei bombardamenti alleati sono state sempre coperte da un silenzio tombale e tutti quegli avvenimenti sono stati rimossi dai libri e dalla nostra memoria. Una grande quantità di encomi e medaglie al valore sono state distribuite a chi forse meritava di essere portato alla sbarra e giudicato da un Tribunale Internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità.

 I primi bombardamenti leggeri, si ebbero al sud dell’Italia nel 1940 – 1942 ad opera della RAF inglese (Royal Air Force) di base a Malta ed erano organizzati dal “Bomber Command”  ma partecipavano anche alcune squadriglie francesi dell’Armèe de l’Air che partivano dalle basi algerine. Poi, dal 1943, intervennero massicciamente anche gli americani della USAAF (USA Air Force) e persino la DAF inglese (Desert Air Force), e i bombardamenti si fecero violentissimi con la tecnica della cosiddetta “area bombing” (centinaia di bombardieri sganciavano nello stesso istante senza mirare) ed i numeri cambiarono di ordine di grandezza: nei singoli bombardamenti le bombe si contavano in centinaia di tonnellate (da 200 a 600 tonnellate) gli edifici distrutti in migliaia (a Milano, in un solo giorno di bombardamenti, vennero distrutti o danneggiati 27.000 edifici) oppure in ettari (a Torino, in un giorno, vennero distrutti 142 ettari di edifici). Quando vennero aperti gli archivi dei documenti inglesi sui bombardamenti (nel 1973), si apprese che erano state destinate alle città italiane ben 45.000 tonnellate di bombe all’anno!

Se durante i bombardamenti venivano usati anche gli spezzoni incendiari, allora le tonnellate scaricate raddoppiavano. Le persone colpite da uno spezzone incendiario, venivano atrocemente polverizzate in meno di due minuti dal fuoco della termite (oltre 3000°) che non poteva essere spento in alcun modo. Praticamente un inferno che però coinvolgeva zone molto lontane dal fronte dove gli eserciti si affrontavano, e spesso anche completamente prive di contraerea e di qualsiasi valenza militare come la città di Pescara.

Alle ondate di bombardamenti dei grandi quadrimotori, Boeing B-24 Liberator e delle fortezze volanti B-17 Flying Fortress, seguivano sempre i mitragliamenti a volo radente degli odiosi Kittyhawks  pilotati dai sudafricani che, come macellai, falciavano senza nessuna pietà con mitragliatrici pesanti (piovevano bossoli da 15 centimetri) i superstiti che uscivano barcollanti dalle macerie, i soccorritori e tutte quelle persone che non erano riuscite a raggiungere in tempo i rifugi.

Le operazioni e le strategie, erano decise a livello politico a Washington negli incontri periodici tra Roosevelt e Churchill affiancati dall’Allied Chief of Staff, e per gli inglesi erano coordinate dal Direttore delle Operazioni di Bombardamento Commodoro Bufton e dirette personalmente dal Commodoro Elliot che stendeva i Piani di Bombardamento, il generale Arthur Harris comandava il Bomber Command. Gli inglesi, che disponevano di un sistema di puntamento inadeguato, erano meno precisi e per questo bombardavano le città di notte per terrorizzare la popolazione: una prima ondata sulle città di spezzonamento incendiario e poi le altre ondate con bombe dirompenti. Qualche volta gli inglesi bombardavano anche di giorno per colpire soprattutto “i lavoratori delle fabbriche” e “diretto gli attacchi sul morale della popolazione civile” (questo è scritto in un dispaccio di Harris del 23 febbraio 1942), gli americani, più precisi, bombardavano sempre di giorno. Dalle carte degli archivi emerge che, con considerazioni quasi razziali, il morale della popolazione civile italiana era il vero obiettivo dei bombardamenti per favorire il crollo del regime fascista e l’uscita dell’Italia dal conflitto. Emerge sempre, inoltre, una totale indifferenza verso le vite umane. È come se per liberare la Libia da Gheddafi e dal suo regime si fossero inviati duemila grandi bombardieri a radere al suolo Tripoli e tutte le città libiche, uccidendo tutti i libici che si fossero trovati davanti al mirino. Nei bombardamenti di Torino dell’agosto del 1943 non furono usate le bombe incendiarie come si fece poco prima ad Amburgo (50.000 morti carbonizzati) perché in Italia nelle costruzioni “si usa la pietra ed il marmo e pochissimo il legno”. Questo è scritto nel rapporto 20/5988 dell’intelligence aeronautica americana. Non si trova mai nessuna traccia di qualche opposizione per motivi morali. Tutto questo si chiama in realtà terrorismo; la popolazione italiana era diventata, così, ostaggio del nemico - liberatore. Scrisse la giornalista Anna Garofalo nel suo diario: “Un nemico che ha dovuto farci molto male e a cui non sappiamo volerne per il male che ci ha fatto”.

Ma siamo proprio sicuri che tutto questo massacro doveva essere fatto? Chi sa dirmi quanti civili sono stati uccisi dai bombardamenti alleati in Italia? E quanti i feriti?

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Le incursioni riguardarono tutte le città italiane affollate da civili inermi ma per questioni di spazio ricordo solo che Genova, Milano e Torino subirono più di 50 bombardamenti, Napoli e Messina più di 100; che su Roma furono sganciate 682 tonnellate di bombe nel giorno della ricorrenza dell’incendio di Nerone; che Terni fu completamente devastata come anche Frascati e Pescara; che Foggia fu una città martire, distrutta al 75% e con 22.000 morti quando il fronte era già più a nord; che nel quartiere di Gorla a Milano studi storici hanno accertato che la presenza della scuola elementare era nota a chi ha stabilito gli obiettivi dei bombardamenti: tutti le insegnanti ed il personale della scuola e tutti i bambini tranne 4 (una bambina e tre maschietti) morirono sotto le macerie. Al posto della scuola, sorge ora un monumento: una madre in ginocchio con un bambino in braccio nell’atto di offrire il bimbo al cielo e, sotto il monumento, l’ossario di tutti i caduti. Treviso fu selvaggiamente aggredita e completamente distrutta il giorno del venerdì Santo. A Cori furono bombardate e distrutte, durante le funzioni religiose gremite di persone, solo le chiese. Ma l’atto più vile fu compiuto il lunedì di pasquetta del 1943 a Grosseto. Tra gli obiettivi dell’operazione: il Luna Park affollato di bambini! Un testimone racconta che la sirena di allarme aereo quel giorno, disgraziatamente, non funzionò. E dopo il terribile bombardamento: <<Mia sorella, che mi teneva per mano mi disse di buttarmi per terra. Io non volevo farlo perché avevo il vestito della Pasqua. Poi anch’io vidi l’aereo a bassissima quota in fondo alla strada che cominciava a mitragliare… non ho mai visto tanto sangue…>>. Non occorre aggiungere altro. Per questi crimini orrendi né il governo americano né quello inglese hanno mai chiesto scusa.

Ma torniamo al bombardamento delle case sciullate. Gli americani hanno filmato tutte le incursioni aeree. Tutti questi filmati dopo essere stati opportunamente “tagliati” e montati sono stati raccolti in un certo numero di DVD. Si vedono aerei volare ma non si vedono mai, nei filmati, i veri obiettivi colpiti (tranne quando si tratta di strade isolate) e non si vedono le città distrutte (per prudenza, diciamo così!). Il filmato di Amantea si trova nel primo DVD. Eccolo.

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Add to Cart: Combat Weekly Digests 1 thru 10 - $29.00

Three Hours, 41 Minutes on Two Discs of the US Army Air Forces' Combat Weekly Digests #1 thru #10!

CWD #1 - 11 October 1943 - Bombing of Rekata Bay, building of Kahili airdrome, bombing of Buka airdrome, Italian flyers change sides, bombing of Iserna and Pratica De Mare, Italy; raids on Wewak.  CWD #2 - 18 October 1943 - Missions over enemy territory, Beauvais and St. Pol, France, Ghent, Belgium, Attu B-24 Liberator wrecked, bombers over Italy, Amantea bridge, Crotone RR yards, Catanzaro, Corleta, Salerno, raid on Potenza, Brenner Pass, Trento, Castel Nuovo, Bolzano, Fifth Army lands at Salerno, airstrip built in 24 hours, P-38 Lightning crash.  CWD #3 - 25 October 1943  - Bombing of Beaumont Le Roger airdromes, France, Stuttgart, Germany.  German fighters down B-17 Flying Fortress, Japanese bombers damage Kunming air base, bombing Nassau Bay New Guinea, Guadalcanal.  Fighter escort.  CWD #4 - 1 November 1943 - Haiphong bombing, Berlin Sleeper, B-25 Mitchell group to Italy, First bombing of Axis airfields in Greece, Vella Lavella in Solomons chain, Hansa Bay, Wewak crash.  CWD #5 - 8 November 1943 - Bridge construction Esprito Santo, Flak damage over Frankfurt, New turret gun trainer.  BONUS:  Flight Characteristics of the P-38 Lightning - 35-minute color wartime film to aid young flyers in getting up to speed on the sleek Lightning.  DISC ONE NOT NARRATED, RUN TIME 1 hr, 55 min.


CWD #6 - 8 November 1943 - Battle damage and casualties, wet weather moving operations, North Africa, land mine destroys B-17, radar alert Attu, bombing of Ballale and Kahili, mission to Wewak, Nadzab and Lae, New Guinea, gun camera film.  CWD #7 - 22 November 1943 - LIberty ship rescue, crash landing and repair, East India, malaria control, Guadalcanal, Vella Lavella, New Georgia, bombing of Kahili, Bougainville Island, mission to Rabaul.  CWD #8 - 3 December 1943 - Bombing of Hanoi and Haiphong, Indochina, Munda, Armistice Day, Bougainville, Buka, Empress Augusta Bay, gun camera film.  CWD #9 - 17 December 1943 - Bombing of Rangoon, Burma, Fenton Field, Darwin, Australia, Empress Augusta Bay, first snow, Aleutian Islands, Blanche Bay, Rabaul, New Britain, mission to Nauru, Gilberts.  CWD #10 - 24 December 1943 - Adak, Aleutians, bombing of Burma, Sedan, Letapan, Lashio, Bassein, Meza Bridge, 'Twas the night before Christmas, Attu.  BONUS:  Mission Accomplished - Flying Fortress mission over Europe - 11-minute 8th Air Force film. 
DISC TWO RUN TIME 1 hr, 46 min.

Non fatevi ingannare dal titolo, i testimoni affermano che gli aerei si avvicinarono da dietro il castello e non dal mare. E poi, per interrompere la strada sarebbe stato molto più facile colpire il ponte di Catocastro. Ma sarebbe stato comunque inutile perché all’epoca, proprio tutti sapevano che le pochissime truppe corazzate tedesche presenti in Calabria non passavano per la costa ma solo all’interno. 

La squadriglia era americana, composta da velivoli B-25 Mitchell come quello della figura (bombardiere medio, bimotore, costruito dalla North American) ed apparteneva alla IX US Air Force di base in Egitto oppure alla XII Air Force di base in Algeria.

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/47/North_American_B-25_Mitchell.JPG

Ha ragione il sig. Franco Danese, persona di grandissima sensibilità, che abbraccio fraternamente. Anche per me quel luogo è sacro ed intoccabile. L’area delle case sciullate deve essere rispettata come se fosse un piccolo cimitero ed acquisita al patrimonio comunale. Deve essere protetta da una recinzione adeguata al contesto ed in ferro battuto, e sistemata a monumento per il ricordo delle vittime innocenti di Amantea affidando ad un professionista competente la stesura di un valido progetto che preveda la conservazione almeno di una piccola parte di quei ruderi.

Giuro che il degrado e l’indifferenza mi addolorano ogni volta che passo davanti a quelle pietre che si sgretolano, anno dopo anno, come l’identità della nostra comunità.

Francesco Amato

 

P.S.: I bombardamenti di Amantea, Crotone e Catanzaro sono stati inseriti nel dvd relativo alle missioni di ottobre e novembre 1943. Ma chi ha effettuato il montaggio dei filmati ha evidentemente commesso un errore di data poiché la “Campagna d’Italia degli Alleati era iniziata a luglio del 1943 con lo sbarco in Sicilia, il 3 settembre sbarcarono vicino Reggio Calabria senza incontrare nessuna resistenza e risalirono velocemente la Calabria passando all’interno. Alla fine di settembre, le Armate Alleate si trovavano già a Taranto dal lato dello Ionio ed a Salerno e poi a Napoli dal lato del Tirreno. Nell’ottobre del 43 non c’erano più tedeschi al sud e la Calabria era un territorio amministrato dagli Alleati. Ecco i due bollettini di guerra che certificano le date giuste.

 Bollettini di Guerra - anno 1943

1002 - 21 febbraio

Nel settore meridionale del fronte tunisino si è svolto un combatti­mento fra carri armati nel quale nostre unità corazzate, appoggiate dall'aviazione, con immediato contrattacco hanno frustrato l'azione nemica.

Nostri velivoli si sono portati su Tripoli di Siria e Beirut bombar­dando, depositi e raffinerie di petrolio.

Aerei avversari hanno sganciato bombe su Napoli causando danni non gravi ad edifici civili: tra la popolazione sono stati finora ac­certati 119 morti e 332 feriti.

Altra incursione ha avuto luogo su Palermo: pochi feriti. Quattro dei velivoli attaccanti, colpiti dal tiro delle artiglierie contraeree ita­liane e germaniche, precipitavano: due in mare, uno a 11 km. da Palermo ed il quarto in località Brancaccio.

Inoltre sono state sganciate alcune bombe in Calabria sulle località Amantea, Gioia Tauro e Cittanova. Alcune vittime tra la popola­zione civile.

Due aerei risultano pure distrutti dalle batterie della difesa mentre sorvolavano Porto Empedocle. 

1011 - 2 marzo

Riuscite azioni locali sul fronte tunisino; l'aviazione avversaria ha perduto 13 apparecchi: 8 in combattimento e 5 ad opera delle bat­terie della difesa.

Formazioni aeree italiane hanno rinnovato arditamente gli attacchi contro il convoglio nemico già provato il giorno 28 febbraio, affon­dando un piroscafo e danneggiandone gravemente due.

Incursioni aeree sono state effettuate su Palermo, Napoli e su varie località delle province di Catanzaro e di Cosenza. Sono segnalati tra la popolazione civile 10 morti e 113 feriti a Napoli, 10 morti e 96 feriti a Palermo, 5 morti e 10 feriti a Catanzaro Marina, 1 morto e 11 feriti ad Amantea (Cosenza). Su Napoli venivano abbattuti 3 velivoli dalla nostra caccia e 2 dalle artiglierie contraeree, altri 2 ap­parecchi precipitavano nei dintorni di Palermo colpiti uno dai nostri cacciatori ed uno dal tiro della difesa.

Sei nostri velivoli non sono rientrati alla base.

Nota: i Bollettini di Guerra venivano diffusi via radio alle ore 10 del giorno successivo, nei locali pubblici e, con grossi altoparlanti, anche nelle piazze dei paesi e delle città. I presenti lo ascoltavano rimanendo in piedi. E’ evidente lo sforzo  delle Autorità italiane di minimizzare i danni sofferti e di enfatizzare quelli del nemico.