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Carmelina Spirito amplia il quadro conoscitivo delle Case Sciullate
Mio nonno Ferdinando morto a causa del bombardamento del 1943 non č riportato nella lapide

Gentilissimo Antonio Cima, con l’occasione la ringrazio per l’impegno e la dedizione  con cui mantiene in vita questo bellissimo sito web, attraverso il quale da voce a chiunque vuole esprimere il suo pensiero, raccontare una storia, mandare delle immagini e altro, sempre e comunque nella massima espressione della democrazia.

Le scrivo poiche’ in una delle mie quotidiane visite al sito ho avuto modo di leggere che l’associazione F.i.d.a.p.a. promuove l’iniziativa culturale “il cammino dei ricordi” nel quale ambito e’ inserito un evento commemorativo giorno 20 febbraio p.v. del tragico bombardamento della nostra citta’, dove persero la vita 26 persone e non 25 cosi’ come riportato nella lapide che l’Amministrazione comunale ha deposto sul luogo (case sciullate) nella ricorrenza del sessantesimo anno dall’evento, purtroppo oltraggiata ultimamente in modo barbaro da ignoti.

A tal proposito volevo aggiungere che fin da bambina ho sentito sempre parlare delle “case sciullate” oltre che per l’evento storico, per il fatto stesso che in quel tragico giorno perse la vita  mio nonno paterno, Spirito Ferdinando, il quale prestava servizio nella Guardia di Finanza  in un paese dell’avellinese  e in quei giorni di licenza torno’ in visita ai suoi cari; la famiglia era composta dai figli Gennaro e Maria e dalla moglie Sofia, la cui mamma aveva una rivendita di vino in un magazzino esattamente nel punto della tragedia.

Mio nonno rimase gravemente ferito e venne portato in infermeria  nel  seminterrato dell’abitazione  del signor Politano Gaetano  dove pero’ giunse esanime; quest’ultima informazione mi e’ stata fornita dalla signora Politano Maria  coniuge del sig. Guerino Cordiale la quale ricorda perfettamente le fasi di trasporto anche con mezzi di fortuna dei feriti, oltre al fatto che nella sua casa si trovava altresi’ la sede della croce rossa, mentre nel palazzo di fronte al monumento ai caduti (Pati Clausi) era alloggiato il comando militare.
Queste sono le poche notizie che mi e’ stato possibile reperire, considerando il tempo trascorso dall’evento, le quali sono state avallate per quanto mi riguarda dalla bella  intervista postata su youtube  da Claudio Metallo alla signora Antonia Aprilino che ha vissuto la tragedia in prima persona.
Certa di essere stata utile anche all’associazione  F.i.d.a.p.a., spero di  leggere  nella nuova lapide che sara’ posta in sostituzione di quella distrutta  anche il nome di mio nonno.

di nuovo grazie e cordiali saluti,   Carmelina Spirito

Ferdinando Spirito morto nel bombardamento del 1943