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le  chiese di Amantea e il contesto paesaggistico
 
Chiesa di San Bernardino
La chiesa, risalente alla prima metà del Quattrocento e dichiarata monumento nazionale, è affiancata da un altro luogo di culto più piccolo un tempo sede dell'arciconfraternita dell'Immacolata Concezione, l'oratorio dei Nobili, e dal convento dei frati minori osservanti, fondato nel 1436 e nuovamente occupato dai frati a partire dal 1995, dopo la loro ultima partenza dall'edificio avvenuta nel 1861.
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Chiesa San Biagio o Matrice o Duomo
(da fonte Wikipedia)
La Collegiata di San Biagio (di San Biase in dialetto amanteano), meglio conosciuta come Duomo o Chiesa Matrice, è il principale luogo di culto cattolico della città di Amantea, in provincia di Cosenza, nell'Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano.

La chiesa, situata nella località denominata Pantalia, sorge nel sito occupato anticamente dalla chiesa di rito greco di San Pantaleo. Dopo la conquista normanna della Calabria e la progressiva latinizzazione degli antichi territori bizantini, la chiesa di San Pantaleo venne ridotta al grado di cappella e dedicata ai Santi Pietro e Paolo.

Nel corso del XII secolo poi fu costruita, in prossimità del luogo dell'attuale Chiesa Matrice, una chiesa parrocchiale di rito latino dedicata a San Biagio, che si avviò a divenire il luogo di culto più importante della città: nel 1609 infatti il parroco di San Biagio ottenne il titolo di arciprete. Probabilmente dopo il terremoto del 1638 la chiesa subì gravi danni strutturali che ne comportarono l'abbandono e la distruzione.

Nel 1677 monsignor Giovan Battista Di Lauro, membro di una potente famiglia amanteana, ampliò la vecchia cappella dei Santi Pietro e Paolo, dedicandola alla Madonna del Suffragio, volgarmente denominata dal popolo dei Morti o delle Anime del Purgatorio. Vista l'inadeguatezza dell'antica parrocchiale di San Biagio, il vescovo di Tropea monsignor Luigi Morales ordinò che il titolo del'arcipretura di San Biagio venisse portato nella nuova cappella della Madonna del Suffragio, che in seguito ad ulteriori lavori di sistemazione assunse l'attuale aspetto della Chiesa Matrice.

Sulla controfacciata si legge una lapide fatta apporre da monsignor Di Lauro quando consacrò la chiesa:

« Templum hoc Christifidelium suffragiis et proprio aere D. Ioannis Baptistae de Lauro constructum ad pubblicam totius cleri commoditatem a fundamentis idem D. Ioannes Baptista patricius amantheanus insignis benefactor erexit anno salutis humanae MDCLXXVII»
« Don Giovanni Battista di Lauro eresse dalle fondamenta questo tempio costruito in suffragio dei fedeli di Cristo e a proprie spese per la pubblica comodità di tutto il clero dallo stesso Don Giovanni Battista patrizio amanteano isigne benefattore nell'anno dell'umana salute 1677. »
San Pietro Apostolo Campora San Giovanni - giugno 2010
chiesa di San Giuseppe
Chiesa di S. Elia o del Collegio
(fonte Wikipedia)
La Chiesa di Sant'Elia venne edificata in unione all'adiacente Collegio dei Padri Gesuiti come residenza della locale comunità dei Padri Gesuiti.

I primi religiosi gesuiti arrivarono ad Amantea attorno al 1620, tuttavia abbandonarono la città nel 1648. Dietro richiesta della comunità locale, nel 1652 i gesuiti fecero ritorno ad Amantea e nel 1663 l'architetto padre Carlo Quercia progettò la chiesa di Sant'Elia, che doveva essere annessa al costruendo Collegio. I lavori terminarono nel 1677, e le opere di rifinitura del tempo furono compiuti nel 1680.

La pianta della chiesa è quadrata, ma la sua particolarità è la caratteristica cupola "a scodella" rifatta dopo il crollo del 1690, e chiamata appunto confidenzialmente dagli amanteani 'a gavita.

Dopo la partenza dei religiosi gesuiti nel 1767, la chiesa rimase priva di cure. Attualmente in stato di fatiscienza, contiene alcune opere abbastanza pregevoli.

Chiesa del Carmine
(da fonte Wikipedia)
La Chiesa di Santa Maria del Carmine (d'u Carmine in dialetto amanteano), anche nota sotto l'invocazione di San Rocco, è un luogo di culto cattolico di Amantea, in provincia di Cosenza, nell'Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano.

La chiesa venne edificata nel 1685 sul sito di un ipotetico tempio pagano dedicato al Sole, a quanto si potrebbe evincere da un'iscrizione rinvenuta nel luogo.

All'esterno, la facciata si presenta con due campanili ai lati, tre portali e una scalinata antistante che conduce su Corso Umberto I, la principale passeggiata panoramica della città. Appunto dalla scalinata della chiesa è possibile avere una buona veduta sulla città bassa e sul mar Tirreno

chiesa di Santa Maria La Pinta o dei Cappuccini
(fonte Wikipedia)
La Chiesa di Santa Maria la Pinta, comunemente denominata dei Cappuccini, Accanto alla chiesa sorge la struttura dell' ex-Convento dei Padri Cappuccini.

Il 13 settembre 1607 il nobile amanteano Rutilio Cavallo fece donazione all'Ordine dei Padri Cappuccini di un terreno posto sulle pendici della collinetta denominata Alimena, perché vi venisse costruito un convento di religiosi cappuccini con annessa chiesa, sotto l'intitolazione di Santa Maria di Porto Salvo. I lavori proseguivano ancora nel 1614,dopo la morte di Rutilio Cavallo: poiché i frati chiedevano continuamente fondi alla famiglia Cavallo per portare a termine la fabbrica, gli eredi si lamentarono asserendo che "i frati volessero costruire un fortilizio e non un convento". Tuttavia la controversia venne sanata, a condizione che presso la chiesa venisse edificata una cappella privata della famiglia Cavallo, compiuta solo nel 1698.

Il convento aveva diciassette celle, abitate nel 1650 da cinque padri cappuccini, quattro laici e un inserviente.

Il convento venne soppresso ai sensi della legge di soppressione degli ordini monastici emanata dal nuovo re di Napoli Gioacchino Murat il 10 gennaio 1811: l'edificio, divenuto di proprietà demaniale e messo in vendita, venne così acquistato nel 1812 proprio dalla famiglia Cavallo.

Dopo la caduta di Napoleone ed il ritorno dei Borboni, presso la chiesa venne costituita la parrocchia di Santa Maria la Pinta e Campana: questi due titoli erano quelli dati all'antica Cattedrale di Amantea, in seguito scomparsa. Nella chiesa si costituì il 2 febbraio 1822 la Confraternita di Maria Santissima Addolorata

La chiesa, distrutta durante i bombardamenti alleati del 1943, è stata in seguito ricostruita ed oggi è una sede parrocchiale. Nell'adiacente struttura del'ex-convento sono state ricavate abitazioni private.

chiesa privata Fam. Furgiuele (in realta è di uso pubblico)
cappella privata Fam. Cavallo (non più attiva)
ruderi Cappella sita nelle Case Sciullate