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NOZIONI SUL FRUTTO DEL FICO   di Antonio Cima 29-08-2011
(valutare tutto con beneficio d'inventario e inoltrare eventuali integrazioni-correzioni)

Piccole riflessioni su cose molto note e su termini che a qualcuno, soprattutto giovani, sono sconosciuti. Il fico, con uva e olivo, fa parte di quel patrimonio nutrizionale spontaneo della natura, densamente presente nel bacino mediterraneo, che tanto ha inciso nei millenni nello sviluppo delle popolazioni di tale ambito favorendo il susseguirsi di civiltà che largamente hanno segnato lo sviluppo dell'intera umanità. Ma non è di cose così importanti che vuole trattare questa pagina, ma di piccole cose di questo prodigioso frutto: il fico. M'incuriosisce la vasta terminologia del frutto che non mi pare riscontrabile in altri; a tal fine ho fatto qualche ricerca che, ovviamente, non esaurisce l'argomento.
 Fichi e primijuri - non sostenuto da competenze in botanica e cicli della natura mi chiedo: la straordinaria capacità del fico di avere due produzioni annue ravvicinate (primijuri (fioroni) in giugno e fichi in agosto) è riscontrata in altri prodotti della natura?
Altra caratteristica del fico è la denominazione in relazione allo stato di avanzamento della maturazione; non ho presente altri prodotti naturali con tale diversificazione.
 Scattagnola - è lo stadio giovanile del frutto ancora acerbo piccolo e duro. dal latino captare, uscire rapidamente, balzare, scoppiare
 'Ncroffa - (in uso prevalente nel comprensorio) è lo stadio intermedio che ha già raggiunto la dimensione adulta, ma una maturazione non completa; può capitare di raccoglierlo in tale stadio, ma risulterà poco gradito nel mangiarlo. In alcuni luoghi questo termine viene usato metaforicamente per evidenziare di aver preso una fregatura; es. acquisto auto usata; si scopre che consuma molto e vibra, si dice: "ha pigljatu 'na 'ngroffata".
In alcuni luoghi della Calabria si usa il termine Scatroffa, termine di origine greca, per indicare donna da nulla, inetta persino nel cucire
 Trisingata o trisignata  - dal latino signum/signare/signatus (in uso prevalente nel comprensorio) o lo stadio della maturazione ottimale; trisignata = tre segni; sulla buccia appaiono tre segnature/tacche verticali ('ntaccature) di un paio di cm, equidistanti sulla circonferenza. Tale stadio dura uno due giorni e poi velocemente deperisce. Il frutto è teso, in direzione perpendicolare al ramo. Quanto detto vale certamente per fichi nella massima dimensione; i fichi di piccola-media dimensione raramente sviluppano le segnature.
 'Mpassula o 'mpassulata o 'mpassuluna - (dal verbo ''mpassulari:appassire, avvizzire; dallo spagnolo pasa) è lo stadio successivo alla piena maturazione, ancora parzialmente commestibile, che va rapidamente verso il totale degrado. Il frutto è recline appoggiato al ramo, ma non ancora appiccicato.
 'Mpacchia - è lo stadio del totale deterioramento, in putrefazione, appiccicato sul ramo o caduto a terra, aggredito da numerosi insetti; è un elemento inutile e dannoso da eliminare. Anche tale termine è metaforicamente usato per indicare persona senza alcun valore; es. in un dialogo tra coniugi: "sa mugljera du niputu tua è propiu na 'mpacchja" per dire che è una ragazza senza personalità.
 Fichi shchavi - sono i fichi neri - ripeto ciò che ho già evidenziato altrove; non essendovi etimi conosciuti si potrebbe dedurre che derivi dal colore nero che è drammaticamente identificato come il colore della schiavitù.

se poi non volete faticare tanto e decidete di gustare la vasta e qualificata produzione artigianale potete rivolgervi alle ditte del territorio di Amantea e dintorni.
La produzione industriale dei fichi secchi viene effettuata nell'ultimo quadrimestre dell'anno.

fichi bianchi
fichi neri (shchavi)
i due fichi grandi in basso: a destra maturo-trisingato a sinistra 'ngroffa, in alto vari scattagnoli
fichi neri molto maturi - segnatura molto marcata
fico bianco molto maturo - segnatura molto marcata
fichi raccolti in diversi stati di maturazione
fico trisingato o trisignato, teso, perpendicolare al ramo e piccoli scatagnoli
a sinistra scattagnola, a destra fico parzialmente trisingato , dritto, perpendicolare al ramo
da sinistra: fico 'mpassulatu recline sul ramo, tra un paio di giorni cadrà e diventerà una 'mpacchia; in centro una  'ncroffa; in alto una scattagnola
sotto i due fichi grandi si trova una 'mpacchia marcita
il fico centrale posizionato verso l'alto perfettamente trisingato
e alla fine...chi vuol esser lieto sia..

Cannizzola o pisulata (dal latino pensilis -sospeso in alto-) utile per seccare i fichi al sole - un tempo si poteva vedere questa immagine in modo ricorrente; quasi tutti i contadini e le altre classi meno abbienti facevano le provviste di fichi secchi per venderle e per la famiglia che tanto giovamento traeve nel periodo invernale.

Aneddoto "chilla vanna u jumu"
Fino alla fine degli anni '60 una delle attività giovanili più praticata nei mesi caldi, dai figli di pescatori della Chianura, era: andare a fare il bagno a Lisca. In realtà non si trattava solo di bagno, ma era una giornata di svago giovanile particolare. Ci si raggruppava in 5-7 su una barca e potevano capitare vari gruppi nello stesso giorno. Non si andava direttamente sugli scogli, si passava prima a fare "provviste, -sbarrari-" di frutta negli orti che allora esistevano oltre il torrente Catocastro (da ciò chilla vanna u jumu). I frutti esistenti in quella zona erano in prevalenza fichi, more nere e uva da fine estate. Con le more ci si dipingeva tutto il corpo e si scimmiottavano gl'indiani d'america gridando e ballando. Ma torniamo ai fichi.
Il primo gruppo che arrivava nell'orto era ovviamente avvantaggiato perchè trovava gli alberi colmi scegliendo i fichi palesemente maturi, lasciando quelli poco o per niente maturi (le 'ngroffe).
Dal secondo gruppo in poi la scelta si riduceva e si tastavano i fichi incerti per valutarne la maturazione. Il fico che dalla pressione si valutava non maturo lo si lasciava sull'albero. Ma con l'avvicendarsi di gruppi successivi lo stesso fico veniva più volte palpato fino a farlo sembrare maturo. Il gruppo che passava i chilla a vanna u jumu per ultimo spesso faceva incetta di fichi che sembravano maturi ma che in realtà erano 'ngroffe. Sugli scogli, tra tuffi, patelle e ricci: 'ngroffe o non 'ngroffe sempre mangiare era.
Antonio Cima