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Amantea - Linguaggio popolare - la Cultura Marinara
METAFORE FILASTROCCHE CANZONI POESIE
METAFORE
QUANNU SI VA A LIGNI SI VA A LIGNI, QUANNU SI VA A VURZI SI VA A VURZI
QUANDO SI VA A LEGNA SI VA A LEGNA - QUANDO SI VA A BORSE SI VA A BORSE
a) Non confondere gli obiettivi e puntare con impegno a quello prefissato;
b) mancanza di opportunismo e di capacità d'adattamento.

Si racconta che un nonno e un nipote si avviarono sulla spiaggia in cerca di "orfanielli"; cammina, cammina, a un certo punto il ragazzo vede un borsello sotto le canne, si entusiasma e avverte il nonno; il nonno impassibile risponde al nipote: lassa perdiri (lascia perdere) e proferisce la frase in questione. Alla ovvia interpretazione esplicita si può aggiungere: alcuni non sanno cogliere le favorevoli occasioni che capitano nell'intendo di perseguire l'unico obiettivo prefissato, ovvero mancanza di capacità di adattamento.
CHINA SPARTE PIGLIE LLA MEGLIA PARTA
CHI FA LE PARTI SCEGLIE LA MIGLIORE PARTE
In una fase di spartizione è opportuno prestare attenzione.

Riflessi in ambito marinaro: E' noto a tutti che il pescato viene diviso equamente tra i componenti la ciurma; le operazioni di spartizione (le parti) vengono demandate a qualcuno che, generalmente, è considerato equilibrato. Quando non prevale l'equilibrio, e si cerca qualche vantaggio, lo spartitore adotta piccole strategie di accaparramento occulto, come:
a) se le parti vengono distribuite sulla ghiaia, provvede a fare una fossetta a qualcuna, per contenere maggiore pesce sotto e minore sopra, tanto da far sembrare carente la quantità.
b) se le parti vengono distribuite in contenitori (cassette o altro), tende a mettere sotto il pesce di maggior valore coprendolo con pesce di minor valore (per esempio sotto alici e sopra sarde.
Chi adotta tali strategie è comunemente indicato come "nu cumpagnu fricunu" che non ha bisogno di traduzione.
Va detto, per la verità, che tali episodi sono rarissimi.
VIENTU 'MPUPPA E MARU VONAZZU
VENTO IN POPPA E BONACCIA DI MARE
La speranza di avere le migliori condizioni di vita possibili.

Espressione molto significativa in quasi tutti gli ambiti esistenziali.
Certamente il "vento in poppa" non lo hanno i disperati che quotidianamente sbarcano sulle coste italiane.
Certamente (e spesso fraudolentemente) il "vento in poppa e bonaccia di mare" lo hanno gli appartenenti alle lobby (politici, dirigenti di stato, vertici universitari, gente dell'alta finanza, poteri trasversali).
SI PONU PIGLIARI CCHJU PISCI ALLU MUNTAMMANU CH'ALLI RIZZI
SI POSSONO PESCARE PIU' PESCI AL MONTANTE CHE ALLE RETI
Non demordere mai perchè i risultati si possono ottenere fino all'ultimo istante.

Necessarie spiegazioni per chi non conosce il tema: si parla delle reti "rizzi o rizzilli o tramaglio". E' una rete a muro alta da 1 a 2 metri composta da tre pareti di cui una centrale a maglie strette e due laterali a maglie larghe; in alto e i basso le pareti sono legate a cime (cuordiciu) per tutta la lunghezza della rete; sulla cima in basso sono distribuiti dei piombi forati (simili a datteri) e necessari per l'ancoraggio sul fondo; sull'altra cima (in alto) sono distribuiti sugheri forati (a forma di mela schiacciata) necessari per il sollevamento della rete che si dispone sul fondo come una parete. Per evitare lo scarroccio, trasversale e longitudinale, alle due estremità della parete vengono fissati due pesi ('i petri o 'i pisi). Nonostante il peso, le correnti smuovono i pesi che addossandosi alle estremità delle reti provocano squarci alle pareti. Protraendosi nel tempo questa condizione creerebbe continui danni alle reti. Si ovvia a ciò molto semplicemente mettendo alle estremità alcuni metri di vecchie reti su cui si scarica l'azione di martellamento dei pesi mossi dalla corrente. Questi vecchi pezzi di rete vengono chiamati MUNTAMMANU.
Il pescatore sa bene che al muntammanu, che è dilaniato, in genere non s'impigliano pesci.
Di rado succede che in centinaia di metri di rete non viene pescato gran che, poi, "miracolosamente" al muntammano si prendono quantità e qualità di pesci impensabili.
In termini calcistici significa: poter ribaltare il risultano nei minuti di recupero.
TABACCH'E VINU
TABACCO E VINO
Imprecazione per definire una quantità cosi esigua da bastare appena per soddisfare i soli vizi.

Espressione di delusione usata da un pescatore che rientra da una scarsa pesca quando qualcuno gli chiede: come è andata la pesca?
A MMARU A MMAR'E 'MMIUNZU
A MARE A MARE E MEZZO
A mali estremi estremi rimedi ovvero"
muoia Sansone con tutti i filistei"
MMISHCHITI CCU NA BONA VARCA E VATT'AFFUCA
MISCHIATI CON UNA BUONA BARCA E VAI AD AFFOGARTI
Collocarsi in un ambito sicuro e affidabile fa stare tranquilli.

Si dice prevalentemente davanti ad una scelta tra due soluzioni, per esempio:
a) offre maggiore consistenza e sostanza unite a elevati rischi e incertezze (piccola azienda emergente)
b) offre il minimo indispensabile e una totale sicurezza di continuità (un posto di lavoro pubblico)
In tal caso lo stato è di gran lunga una barca sicura con la quale è pressochè impossibile affondare.
Questa concezione è ovviamente penalizzante per lo spirito d'iniziativa e per un'accelerazione nella crescita complessiva.
Si può malinconicamente sostenere che i meridionali abbiamo sempre optato per barche sicure e inaffondabili.
PO MINTIRI 'A CASSAROLA oppure 'A CASSAROLA VULLE
PUOI METTERE LA PENTOLA  oppure LA PENTOLA BOLLE
Esultazione per un risultato raggiunto.

In ambito marinaro si dice quando, per esempio:
Qualcuno sa di una barca che ha fatto buona pesca; passa davanti casa di un pescatore di quella barca; vede la moglie di tale pescatore e dice: "'a po mintiri 'a cassarola" significando la buona pesca che da modo di riempire la pentola.
INTRA 'NU JURNU 'U CAPPOTTU - E INTRA N'ANNU MANCU I BUTTUNI
IN UN GIORNO IL CAPPOTTO - IN UN ANNO NEMMENO I BOTTONI
Quando di un grande obiettivo si ottiene in poco tempo quasi tutto e il poco che resta non si riesce ad averlo in un lunghissimo periodo.

Per i pescatori esprime la consapevolezza della iniquità del mare che non dà alcuna certezza.

E' UNU CA S'AMMARCA SEMPRE
UNO CHE TROVA SEMPRE IL MODO D'IMBARCARSI (ergo salire sul carro dei vincitori)
Persona opportunista spregiudicata e becera.
Premessa esplicativa:quando si è in periodo di scarsità della pesca diventa difficile trovare un numero sufficiente di pescatori per formare una ciurma e affrontare una nottata di pesca. Quando, invece, è un periodo molto pescoso tutti vogliono partecipare. Mi spiego in modo più diretto, esistono alcuni soggetti vicini alla marineria anche se non sono pescatori, che nei momenti di abbondanza, quando la barca sta per scivolare in mare dalle falanghe, nella concitazione del momento, improvvisamente te li trovi a bordo senza accorgertene. Una volta che la barca è in acqua, ormai, i pescatori abituali si lanciano uno sguardo di disappunto e, lo malgrado, accettano la presenza "dell'intruso".

A TRIGLIA UN SA MANGIE CHINA A PIGLIE
LA TRIGLIA NON LA MANGIA CHI LA PIGLIA
Considerando la qualità elevata è poco probabile che i pescatori possano mangiare le triglie. In genere si porta a casa "i pisci mangiati di granchi" che sarebbero i monconi di pesce avanzati dall'aggressione sui fondali da parte dei voracissimi granchi.
FILASTROCCHE

VOCA VOCA SIA
NINNI IAMU ALLA MANTIA
E CHI CI JAMU A FARI
JAMU A PIGLIARI I PISCICANI
PISCICANI 'UN CI NNI SUNU
NI JAMU A JETTARI ALLU FUNNU DU MARU

prima di tradurre il testo è opportuno chiarire i due termini "voca" e sia" constatando l'eccessivo uso e abuso e la rara conoscenza che si riscontra.
Le barche spinte a remi vengono posizionate con la poppa in avanti (questa metodo risale alla notte dei tempi) e la prua (o prora) dietro (contrariamente alla spinta a motori ove avviene il contrario).
Il movimento del remo in avanti, allungando le braccia verso la poppa, si dice SIARE;
il movimento indietro, ritraendo le braccia su se stesso e, quindi, verso la prua si dice VUCARE.
Da qui l'espressione VOCA VOCA SIA, non riscontrabile dal punto di vista dinamico, ma linguisticamente strutturata per motivi di rima
Voca voca sia
ce ne andiamo ad Amantea
e cosa andiamo a farci
andiamo a prendere pescecani
pescecani non ve ne sono
andiamo a buttarci nel fondo del mare.

Modalità del gioco:
Le mamme, o le sorelle maggiori, sedute su una sedia con ginocchia congiunte, collocavano il bambino sulle ginocchia dondolandolo verso il basso e rialzandolo. La dinamica si concludeva con un rallentamento finale e un abbassamento rapido del bambino quasi a fargli toccare il pavimento con la nuca e fargli sentire la sensazione di precipitare (allu funnu du maru).
Finchè la mamma o il bambino non si stancavano il gioco procedeva a oltranza.

OJ CANNIELLA
A VARCA TUA HA PIGLIATU SARDELLA
NA PIGLIATO NU RUOTULU A CALA
N'AMU AGGIUSTATO QUATTRU CANTARI
A RISPUSU LU NASCUTU
STAMU VENIENNU DA PUNTA 'I SAVUTU
HA RISPUSU NDONUZZIELLU
AMU CAMPARI 'I FIGLICIELLI
A RISPUSU LU SCIARALLU
JAMU A CHJAMARI 'U MARASCIALLU

Premessa doverosa: spiegare la filastrocca per i contenuti apparenti che traspaiono dalle frasi, può indurre a pensare ad un situazione reale, in una battuta di pesca, ove i componenti della ciurma esternano un pensiero: niente di tutto ciò.
Questa è una armoniosa e simpatica "ciotia" linguistica nata sulle barche a secco quando il mare è agitato, in una osteria con in mano un bicchiere di vino, in un vecchio magazzino degli attrezzi, vagando sulla spiaggia per raccogliere "orfanielli".
E' apprezzabile lo sforzo linguistico della rima (considerando che allora la quasi totalità dei pescatori era analfabeta) e, per me personalmente, commovente. Mi sento di affermare queste cose per la conoscenza dell'humus nel quale la composizione è sorta (il mio humus di nascita e crescita).
Con molta franchezza ritengo più affidabile quel che di un gregge dice un pastore di quello che dice chi le pecore le ha viste solo negl'intervalli televisivi di una volta.
I personaggi citati non sono più in vita; esistono i figli e i nipoti con i quali si parla spesso di queste cose.
La traduzione non è stata prodotta in quanto la valenza è esclusivamente locale e non vi è contenuta nessuna finalità morale filosofica, ideologica, religiosa, sociale.
Antonio Cima

CHINA TENE VIENTU NAVICHE
CHINA TENE DINARI FRAVICHE
CHINA NAVICARI UN SA ALLU FUNNU SI NNI VA.

ALL'AGURIU I SAN PIETRU E SAN PAOLO - DUMANI MATINA NA VARCATA D'ALICI

 

CANZONI

OH VIENTU CA MI COTULIJ LA PORTA
VATINNI CA MARITIMU E' RIQUOTU
FINU ALLU FILU DI LA MENZANNOTTI
QUANNU MARITIMU ALLA TARTANA E' JUTU

OH VENTO CHE FAI SBATTERE LA PORTA
VAI VIA CHE SONO ANCORA IN COMPAGNIA
TORNA AL PASSARE DELLA MEZZANOTTE
QUANDO IL MIO SPOSO IL MARE SOLCHERA'

La moglie di un pescatore esorta il proprio amante ad allontanarsi e a ritornare dopo la mezzanotte quando il malcapitato marito sarà andato a pescare.
traduzione e adattamento di Antonio Cima

POESIE

OH RIRINELLA CA VA SU MARU MARU
FERMA QUANTU TI DICU NA PAROLA
TIRITI NA PINNI DI CHIST'ALI
PPE SCRIVIRI NA LITTIRA D'AMURU
E PPE SIGILLO CI MINTU LU CORU
ATTIENTA RIRINELLA UNT'ANNEGARI
CA TU PIERDI 'A VITA E IJU PIERDU LU CORU

OH RONDINELLA CHE VAI PER MARI E MARI
FERMATI E ASCOLTA  QUELLO CHE TI DICO
STACCA UNA PENNA DALLE ALI TUE
PER SCRIVERE UNA LETTERA D'AMORE
E PER SIGILLO VI FISSO IL MIO CUORE
ATTENTA RONDINELLA NON ANNEGARE
CHE TU PERDI LA VITA E IO IL MIO CUORE

richiesta di aiuto di un innamorato a una rondinella
traduzione e adattamento di Antonio Cima

ME FATTU NU PALAZZU ALLA MARINA
CU LLI FINESTRI ALL'UNNI DI LU MARI
VIDIENNI CHILLI VARCHI CCU LI VIELI
VIDIENNU CHILLI BELLI MARINARI
CCI 'NNERE UNU CA COGLIJE NA CIMA
CH'ERE LLU JURU DI LI MARINARI
UN SACCIU NE PUTARI E NE ZAPPARI
L'ARTA MIA E' DI LI MARINARI

VIVIAMO IN UNA CASA SULLA SPIAGGIA
CHE A MIRAR LE ONDE VI SI AFFACCIA
E BARCHE E VELE IN LONTANANZA VANNO
E OSSERVAR COMPITI I MARINAI
UNO, IL PIU' BELLO, A COGLIERE LE CIME
IL VANTO E IL FIORE DI QUEI MARINAI
POTAR NON SO'  NE SO' ZAPPAR LA TERRA
IL MIO E' UN MESTIER CHE NEL MARE SI BAGNA

elogio appassionato della marineria di cui si rivendita l'appartenenza
traduzione e adattamento di Antonio Cima

 
METAFORE FILASTROCCHE CANZONI POESIE