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AMANTEA - DONNA E MADRE NELLA FAMIGLIA

Cose risapute, ma parliamone.
Mercoledý 27 luglio 2011 la nuotatrice italiana Federica Pellegrini vince la seconda medaglia d'oro ai mondiali di nuoto di Shanghai. In una ripresa televisiva, subito dopo l'impresa, la campionessa guarda la telecamera, alza il braccio in segno di saluto ed esclama "ciao mamma". Non Ŕ la prima volta che ci˛ accade ne sarÓ l'ultima. Si verifica continuamente questo atteggiamento istintivo nei giovani che si affermano in una qualsiasi manifestazione: sport, canto, nei cortei, ecc. Ci˛ succede in tutte le latitudini, in ogni civiltÓ, con qualunque grado di istruzione e cultura.
Anche nelle esclamazioni di stupore si dice "mamma mia!" giammai nessuno direbbe "papÓ mio!".
In passato nei litigi di strada i ragazzi inveivano contro le madri degli antagonisti, mai contro i padri.
In tutto il panorama linguistico dialettale ricorrono innumerevoli proverbi, metafore, aforismi, invettive, imprecazioni, maledizioni che fanno riferimento alla mamma; cito :"china ti vo beni cchi¨ i na mamma, o t'inganne o ti tradisce".
Una straordinaria massima di ambito marinaro, descrivendo il momento del rientro a casa di un pescatore, recita :"'a mamma ti guarde alla faccia, 'a mugljera ti guarde alli mani" che tradotto significa "la mamma si rassicura della salute la moglie del denaro".
Potremmo dire che si verifica una "disparitÓ" di sesso questa volta in favore delle donne.
Solo in ambito di riferimento religioso cristiano le esclamazioni di sconforto, di aiuto, di ringraziamento sono rivolte abitualmente ai due generi maschili e femminili: "Madonna mia aiutami tu" cosi come "Ges¨ Cristo mio aiutami tu" oppure "San Francesco aiutami tu".
Tali riferimenti sono praticamente innati negli uomini considerando che fino a qualche secolo fa, dalla lontanissima formazione degli esseri umani derivante dalla evoluzione della specie, la mamma Ŕ sempre stato il riferimento costante a differenza dei padri che per provvedere al sostentamento della trib¨-clan-famiglia si allontanavano per molto tempo.
Ai giorni nostri pur prevalendo la figura della mamma, specie nei primi anni di vita, i padri sicuramente sono molto pi¨ presenti nella vita dei figli rispetto alle generazioni precedenti.
Non dobbiamo andare molto in lÓ per verificare la costante presenza delle mamme e l'assenza del padre.
Seguono alcune foto degli anni 40-70, scattate in varie circostanze: in casa, per strada, feste, in studio, mostrano e confermano quanto sia motivato ci˛ che sopra Ŕ descritto; qui finisco e mi affido alle foto.."mamma mia che fatica".
Antonio Cima  29-07-2011

Le foto mostrano, oltre la figura di mamma dei propri figli, la figura di donna di quartiere ove i ragazzi formavano una specie di famiglia allargata con la tutela delle mamme dei vari bambini-ragazzi.
Si noti la simbologia ricorrente della madre al centro coronata dai figli.

famiglia Gelido metÓ anni '50
famiglia Cima-Aloe fine anni '50
famiglia Scudiero-Generoso metÓ anni '60
famiglia Curcio-Ruggiero metÓ anni '50
Famiglia Scudiero-Bonavita inizi anni '50
famiglia Mosca metÓ anni '50
gruppo di quartiere (via Mazzini) metÓ anni '50
famiglia Aloe inizi anni '50
gruppo di quartiere rione Chianura
famiglia Curcio-Ruggiero metÓ anni '50

gruppo di quartiere Chianura metÓ anni '50

famiglia Mirabelli-Aloe 1973
famiglia Gagliardi anni '30
gruppo di quartiere vich'i l'erba inizi anni '50
amiche vich'i l'erba anni '50
gruppo di quartiere  vich'i l'erba metÓ anni '60
gruppo di quartiere contrada Chiaie inizi anni '70
anni '30