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Amantea - tradizioni popolari - la esternazioni del lutto
di Antonio Cima
SPACCATO DI UN COSTUME SOCIALE PRATICATO FINO A POCHI DECENNI FA
a breve saranno pubblicate le foto con i segni del lutto
 


So che un radicato pregiudizio sull'argomento, e una persistente superstizione
, induce alla rimozione di argomenti sui trapassi. Rivedere spaccati sociali ormai scomparsi, oltre al significato storico, ci rende consapevoli di ciò i popoli conservano delle tradizioni e ciò che lasciano ai ricordi. 
Da qualche anno, ormai, le abitudini in materia sono notevolmente cambiate. Sono praticamente scomparsi tutti gli elementi identificativi del lutto di famiglia o di parentela. Solo persone anziane, e in prevalenza di aree rurali, continuano a perseverare i vecchi costumi indossando gli abiti del lutto e praticando comportamenti in continuità con la tradizione. Già da qualche decennio erano scomparsi i segni sulle abitazioni pur continuando le abitudini degli abiti. Le foto contenute in questa pagina raffigurano buona parte dei segni identificativi del lutto. Per consentire ai più giovani, e a chi proviene da altre realtà sociali, una più chiara comprensione del fenomeno, vengono elencati i vari segni del lutto ereditati da un passato molto lontano.
I numerosi elementi del lutto avevano un consistenza diversificata in relazione alla gravità del lutto stesso e al grado di parentela; il colore, ovviamente, era nero.
sulle strutture: a) fascia sulla porta di casa con vernice o con stoffa; b) fascia sugli stipiti della porta; c) pitturazione in nero dell'architrave della porta (specie ad arco);d) per i proprietari di barche striscia sulla parte alta della fiancata per tutto il perimetro della barca.
Uomo adulto: a) cravatta; b) fascetta su tutti gli indumenti: cappotto, giubbotto, giacca, maglia, camicia; c) bottone sull'indumento più esterno indossato; d) fascia al braccio sinistro su giacca e cappotto; e) cappello/coppola; f) camicia nera (a volte); g) fazzoletti con bordo nero (solo per pochi facoltosi).
ragazzi post adolescenza: a) bottone su indumento più esterno indossato.
ragazze post adolescenza: a) camicetta; b) maglia.
donne sposate: a) cappotto; b) maglia pesante; c) maglietta; d) camicetta; e) gonna; f) abito lungo; g) calze; h) scialle; i) sciarpa; l) velo; m) medaglione con foto portato in evidenza all'esterno degli abiti.
Tutti i giovani in età pre-adolescenziale erano esonerati da tale gravame. Una donna ultima nata in una famiglia numerosa, e magari con vasto parentato, dopo i 50 anni, praticamente, vestiva quasi sempre di nero.
APPROVIGIONAMENTO ABITI
i più facoltosi e con pochi componenti il nucleo familiare compravano i nuovi vestiti strettamente necessari; i meno facoltosi, ancor più nelle famiglie numerose, tingevano di nero gli abiti essenziali facendoli bollire in grandi pentoloni.
COMPORTAMENTI:
a) lo strazio delle donne: madri, figlie, sorelle, mogli del defunto/a (molto di meno gli altri gradi di parentela) dovevano dimostrare un atteggiamento di strazio consistente in: sciogliere i capelli e con le mani afferrarli con disperazione strappandone un po; battersi  le gambe al di sopra del ginocchio chinandosi in avanti; battersi il volto scuotendo il busto lateralmente a destra e sinistra più velocemente la testa nella stessa direzione; graffiarsi il volto fino al sanguinamento; cantilena di commemorazione ora lenta, ora gridata, ora sottovoce, ora acuta in relazione alla quantità di persone presenzi in casa. Gli abiti del lutto venivano dismessi con gradualità a partire da quelli più impegnativi e procedendo fino ai meno rilevanti; in questo processo, per le più anziane e le più prossime al defunto, il nero veniva gradualmente sostituito da colori in tonalità scura (blu o il viola) per poi passare, comunque, a colori non appariscenti.
b) periodo di osservanza: sia sulle strutture che per gli abiti indossati dipendeva dalla gravità del lutto e dal grado di parentela. I giovani erano sollevati velocemente dalla incombenza; maggiore era l'età e il vincolo di parentela tanto più si protraeva l'obbligo. I vari riferimenti temporali erano: 1 mese, 3 mesi, 6 mesi, 1 anno, 2 anni. In alcuni casi, per donne più anziane, durava molti anni o, a volte, per sempre.
c) i maschi più avanti negli anni tenevano la barba incolta per una o due settimane.
d) in casa: per periodi più o meno consistenti radio spenta e coperta, televisione spenta e coperta, eliminazione di ogni tipo di festeggiamento.
e) fuori casa: per un periodo variabile evitare coinvolgimenti basati sul divertimento: matrimoni, promesse, battesimi, compleanni, balli, feste di piazza, cantina, ecc.
f) durante le festività nel periodo di lutto i vicini provvedevano a fornire alimenti e dolciumi tipiche delle feste.

Si ribadisce che il coinvolgimento, nei modi e nei tempi, dipendeva dal grado di parentela e dalla gravità del lutto.

Antonio Cima