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USI E COSTUMI DI UN TEMPO

1982  'a cantina i Ruoccu 'i Peppu
fino agli anni '80 esistevano le cantine do ve gli amici si ritrovavano per farsi una partita a carte e un bicchiere di vino; oggi s'arrangiano in postazioni improvvisate o qua e la sul lungomare

una V classe femminile del 1955 con grembiule e classe a rilievo sul petto o sul braccio
ne potete riconoscere tante

25-12-1954 foto ricordo con auto - davanti alle Clearisse allora palazzo del marchese De Luca

la fiera degli animali - fino agli anni '60 dove ora c'è il lungomare nord rotonda oppure zona Calcato

inizi anni '60 - il giorno delle Palme - grande ramo d'ulivo addobbato

anni '50 quando l'asino era la forza motrice nelle campagne (nella foto mamma e zia di Micuzzu Bardo)

Amantea - fino a metà anni '70, durante i festeggiamenti di S.Antonio, si faceva il gioco dell'albero della cuccagna nei pressi della gradinata della chiesa matrice

1936 - barca a vela - veniva usata esclusivamente per la lampara - per arrivare alla Fossa da Lavita (zona molto pescosa ai margini della provincia di Catanzaro) si partiva intorno alle ore 15,00 sfruttando il maestrale - il ritorno nella nottata o all'alba avveniva sempre a remi

inizi anni '80
la coppia Rosaria Scudiero e Antonio Aloe nella tradizionale attività del pesce salato nelle tinelle

1976 - divertirmento d'altri tempi
F.Vairo, I.De Luca, F.Tonnara, F.Cima, A.Rubino, M.Roseto, G.Ortenzio, A.Cima, F.Bonavita

fino agl'inizi degli anni '60, in casi particolari,  nei matrimoni in cui il testimone era una persona di riconosciuta rilevanza sociale, a tale testimone veniva concesso il privilegio di accompagnare la sposa dall'altare fino all'automobile; nella foto lo sposo s'intravvede dietro tra spsa e testimone.

anni '60 ad amici di altri posti vengono mostrati gli strumenti per attività allora molto in uso:
a sinistra Lannia per la vendita del pesce in giro per il paese o nella campagne;
a destra Lancella per l'acqua; si andava nelle fontane (a volte lonate) per portare l'acqua a casa
da notare che tra la testa e l'attrezzo vaniva posta la Curuna (straccio arrotondato) per attenuare l'impatto sul cranio del peso che a volte era di decine di chili portato per lunghissimo tempo

Fino agli anni '60 v'era l'obbligo della disinfestazione delle case e dei locali pubblici - ciò avveniva con il D.D.T. che operatori del comune e della sanità venivano a spruzzare in casa - l'evento veniva annotato sul muro in prossimità della porta. vediamo nella fot la ex clinica scaramella (poi magistrale) con la scritta D.D.T. 11-09-52

Amantea anni '6o quando il trasporto sabbia per costruzioni si faceva con il carreto trasportato dagli asini

'U strittu da Rina anni '60 - dai miei ricordi personali e dall'album di famiglia di Antonio Cima
Nei pomeriggi afosi d'estate (fino agli anni '70), nella parte alta del borgo antico (Rina) gli anziani si rinfrescavano con il maestrale che, risalendo la rocca du pizzunu e scuotendo gli alberi di largo Rina, s'incuneava nel vicolo cosiddetto u strittu da Rina rinomato e famoso per questa sua caratteristica. Spesso interi nuclei familiari o di zona affollavano tale spazio. Era un beneficio di cui godevano coloro che li abitavano (tra cui la mia famiglia)
nella foto mia nonna Anna Launi, mio zio Vincenzo Aloe, mio nonno Francesco Cima.
Si può notare all'angolo 'na caggia i gallini (o se volete una stia per polli) che tutte le famiglie avevano nei pressi della propria casa.
Antonio Cima

anni '50 la trebbiatura della famiglia Pati

Sberrari frutta negli orti; fino agli anni '70 era abitudine ricorrente per quasi tutti i giovani andar per orti ad "assaggiare" frutta e primizie d'ogni genere; giuridicamente potrebbe essere configurato come furto, in realtà era la voglia di trasgressione giovanile (e un po anche le ristrettezze).
Sappiamo e vediamo  quale tipo di trasgressione hanno scelto le generazioni successive
foto del 1966 Amantea pianoro del castello quando era ancora coltivato 
da sin: Rocco Aloe, Antonio Cima, Rocco Cima, Salvatore Amoroso

1984 'a lannia di pisci - sono gli ultimi anni  in cui anziane signore vendono il pesce con la Lannia;
in seguito saranno usate Carrette, Autofrigo, e altri mezzi moderni.
l'uso della lannia, che può sembrare cosa semplice, in realtà richiedeva abilità dovuta allo scivolamento
dei pesci a 360° in quanto immersi in un modesto contenuto d'acqua

1967 Antonio Scudiero, Giuseppe Ortenzio, Francesco Cima ritornano dal mare a casa salendo da Pantalia;
dopo una mattinata di mare tutti quelli che abitavano nella parte alta dovevano affrontare tale fatica:
alle ore 12,30 d'estate percorrere a piedi dalla spiaggia fin a ridosso del castello; immaginate se ciò dovesse capitare oggi 

fine anni '60 - con il giradischi a batteria al castello - era ricorrente a quei tempi andare in gruppo al castello con strumenti e giradischi per suonare/ascoltare musica. Ma non si poveva ascoltarla a casa? Pensate la fatica a ragari fin la su la roba. Guardate la "sfarzosa" esibizione che si fa dei 45 giri. Era una forma di trasgressione ed elevazione della qualità della vita: non a caso si andava nel punto più elevato di Amantea.
nella foto - in alto da sin: Anna Aole, Alfredo Aloe, Romano Pellegrino;
in basso: Antonio Rubino, Natale Bonavita

Amantea 1959 - corteo nuziale a piedi da casa fino in chiesa - nella fattispecie sotto la pioggia

fino a tutti gli anni '60 le reti per la pesca erano di cotone; la poca consistenza del cotone portava le reti facilmente ad infracidire e scolorirsi. Per consentire una durata maggiore si evitava di lasciarle bagnate facendole asciugare sulla spiaggia. Per renderle scure venivano periodicamente tinte. Era un procedimento lungo e laborioso che impegnava tutta la ciurma. Generalmente ciò si faceva d'estate nelle giornate con tempo incerto che non consentiva di uscire in mare per pescare.

Qualche settimana fa avevamo illustrato i materassi di lana di cui sotto; ricordavamo che i meno abbienti usavano materassi di crine e di foglie di pannocchie di granoturco. Le operazioni di spannocchiatura coinvolgevano un numero rilevante di persone come la foto dimostra

Lavaggio della lana dei materassi
Oggi abbiamo materassi sintetici di produzione industriale, ciò si verifica, grosso modo, dagli anni 80. In precedenza esistevano altre condizioni:.
materassi di lana arruffata e non tessuta contenuta nel grande sacco-fodera che diventava materasso. In realtà fino agli anni 60 le famiglie meno abbienti non avevano ancora la lana, ma due materassi: uno con foglie di pannocchie di mais(granoturco) e l'altro con crine; di questo parleremo con la prossima foto.
L'uso dei materassi di lana prevedeva il lavaggio periodico che di norma era annuale e a volte biennale.
Nella foto del 1964 a sinistra vediamo un gruppo di donne du vich'i l'erba lavare la lana in una cibia in territorio agricolo in zona Santa Maria.
Nella foto del 2009 a destra vediamo una signora della Chianura insaccare la lana post lavaggio.
Oggi sono rare la famiglie che usano la lana perchè troppo impegnativa la pulizia.

tra la fine degli anni '50 e l'inizio degli anni '60 una benefattrice napoletana, tale Mamma Carolina, svolgeva opera di avvicinamento dei ragazzi alla chiesa. Utilizzava i propri fondi per procurare i vestiti della cresima alle famiglie meno abbienti, che allora erano quasi tutte quelle del borgo antico. In quel periodo molte centinaia di bambini e ragazzi fecero la cresima con Mamma Carolina. Qui vediamo i fratelli (da sin.) Francesco, Antonio e Rocco Cima. 

Amantea matrimonio metà anni '60
il gesto di lanciare oggetti beneauguranti per gli sposi che escono dal luogo di culto -petali di fiori, riso, coriandoli, ecc.- si perpetua ovunque, in tutte le civiltà, in tutte le religioni. A quei tempi ad Amantea si lanciava riso frammisto a monetine di 5 e 10 lire. Era un momento molto atteso dai bambini che, come di vede dalla foto, ingaggiavano una "feroce" concorrenza per accaparrarsi qualche monetina.
Notare l'impegno del bambino in basso a destra che cambia direzione di marcia fissando la monetina a terra.

Marzo inizi anni '60 - pescatori "da marina da Taverna" al sole di marzo
Si usava a quel tempo, quando le cattive condizioni del mare impedivano l'uscita delle barche, che i pescatori si ritrovassero sulla spiaggia a prendere il sole (quando c'era). Tassativamente v'erano due zone di appartenenza e raggruppamento  "a marina da Chjazza" e la "marina da Taverna".
Nella foto sono presenti i marinari da taverna appoggiati alla staccionata di recinzione del campo sportivo (ove dagli anni 80 c'è il lungomare adiacente la Rotonda"

Amantea - anni '60 il mitico Rico Morelli con le sue gazzose al caffè - così venivano rinfrescate fiere e feste

Amantea anni '60 - gruppo di amici  al bar ; alle spalle del gruppo il Juke-box o jukebox - ha costituito per molti anni, in tutto il mondo, uno strumento di socializzazione e svago. Ad Amantea, in quel periodo,  gli anziani e bambini si riscaldavano intorno allu vrascieru i giovani si scaldavano intorno ai 45 giri.

Famiglia Morelli-Signoreli 1956
pensare oggi che un intero nucleo familiare debba recarsi presso un fotografo, con il meglio dei vestiti, agghindati e ordinati, mettersi in posa e poi aspettare più di un mese per avere la foto che a sua volta veniva spedita via nave in America per arrivare dopo un mese.. così era - tutta Amantea è passata da questa colonnina da posa.

Amantea un Natale degli anni 80 - Rocco Suriano "Ruoccu i Peppu" all'opera nella preparazione dei mastazzoli - I tradizionali mastaccioli natalizi di Amantea differiscono da quelli acquistati nelle bancarelle, per dimensioni e consistenza. Gli incredienti sono comuni: farina, lievito, miele, cioccolato, cacao, limone, sanbuca; i mastazzoli di Amantea sono enormi, oltre mezzo metro, e prevalentemente a forma di Bambola (per le bambine), di cavallo (per i maschietti), a cuore per il marito. Con i residui si possono fare ruote, dischi e altre forme geometriche di piccole dimensioni. Altra caretteristica è l'accentuata decorazione.

Famiglia Rubino fine anni '60
La signora Peppinella Rubino con figli, nipoti Aloe e vicini Colacino - La particolarità della foto sta nei mazzi di peperoncini appesi intorno alla finestra - fino agli anni 60 era ricorrente in tutte le famiglie del quartiere fare ciò - raccontavano i vecchi pescatori che fino a metà del secolo scorso, nel pomeriggio quando il sole s'irradiava sul borgo antico, si notava da mare il riverbero del rossore delle pareti ricoperte da peperoncini.

Fine anni '40 - Gruppo familiare al mare (fotogrammi estrapolati da un filmato del 1947)
fino a metà anni '60 erano ricorrenti le immagini che seguono
Le persone più facoltose erano allineati ai tempi, ma i meno abbienti non disponevano di ombrelloni o tende ne di costume da bagno; le donne stavano sulla spiaggia vestite e facevano il bagno (in disparte) con le sottane. Ricordo chiaramente quando avevo 6-7 anni i gruppi di ragazze della Chianura che nei pomeriggi di luglio-agosto andavano a fare il bagno nel tratto di spiaggia tra la stazione e Catocastro. Quando entravano in acqua la sottana si gonfiava come un paracadute e uscivano dall'acqua con l'indumento pieghettato addosso come le madonne del Bernini.

bagno in mare con le sottane (di tali scene non si riesce a trovare foto)

tende-capanne con lenzuolo sostenuto da canne - alle spalle la Rotonda di Allora
(esistono anche foto più recenti)